Universita': quanto mi costi?
Inviato da Redazione Ustation il 21 dicembre 2009Tra la crisi economica, i tagli agli investimenti a Università e ricerca e il nuovo sistema di elargizione dei fondi agli atenei, a piangerne (quasi sempre) le conseguenze, sono gli studenti. A partire dalle tasse universitarie, che sembrano letteralmente impazzite.
Nonostante una norma stabilisca il limite di un euro di tasse per ogni 5 euro ricevuti dallo Stato come contributi, ben 27 atenei su 61 superano di molto questo limite, fino a sfiorare, in alcuni casi (come a Vercelli), il 40% dell'importo dell'assegno statale. E la situazione non è più rosea in altre realtà, come dimostrano le tabelle del decimo rapporto sullo stato del sistema universitario presentato la settimana scorsa dal Comitato nazionale per la valutazione.Nell'ultimo anno preso in considerazione dalla graduatoria (2007) le tasse universitarie sono aumentate in media del 5,8 per cento e la situazione è destinata a peggiorare, poco nel 2010, a causa della Legge Finanziaria, molto più pesantemente a partire dal 2011, quando a essere tagliati saranno tra i 600 e i 700 milioni di euro di fondi alle Università.
Elementi certamente non nuovi ma che fanno correre ai ripari le amministrazioni universitarie, che alla diminuzione dei contributi statali devono aggiungere l'aumento degli stipendi dei dipendenti. A cominciare dai professori ordinari, la cui busta paga è aumentata di ben il 70% negli ultimi 10 anni.
Già nel 2008 24 atenei hanno varcato la soglia del 90% dei fondi statali per far fronte agli stipendi e a Siena e Urbino la voce in capitolo relativa alle spettanze ha addirittura sforato l'intero importo del finanziamento ordinario dello Stato.
Stando così le cose, l'unico modo per far rientrare i conti è l'aumento delle tasse degli studenti.
Il conto pro capite più alto è pagato allo Iuav di Venezia, dove in media uno studente paga più di 1700 euro l'anno, e al Politecnico di Milano, con quasi 1400 euro. Due realtà, queste, che vantano i bilanci più floridi d'Italia.
E se da un lato le facoltà tecniche hanno in media le tasse più alte rispetto a quelle umanistiche, un ulteriore distinguo è possibile farlo a livello geografico.
Le tasse in media più alte sono concentrate al Nord, mentre il Mezzogiorno viaggia ancora su livelli bassi, nonostante alcune realtà abbiano bilanci non proprio sereni, come al Politecnico di Bari, dove a fronte della media di tasse richieste agli studenti più bassa d'Italia, il contributo statale viene impiegato per l'86,8 per cento per il pagamento degli stipendi.
Un quadro di certo non roseo quello che emerge dal rapporto, che si configura come ancor più pesante in prospettiva dei tagli previsti negli anni successive che già mina alcuni servizi essenziali per gli studenti, per i quali il denaro a disposizione, oggi, è insufficiente più che negli anni passati.
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