In arrivo i nuovi prestiti d'onore "rimborsabili"

Inviato da Redazione Ustation il 04 gennaio 2010

Prestiti a studenti meritevoli e disagiati, sotto forma di "buoni" con un rimborso parziale al termine del percorso di studi universitari. E' la formula studiata dal Ministero per i nuovi "prestiti d'onore", inseriti nella riforma dell'Università già approvata a Palazzo Chigi e che prosegue l'iter parlamentare.

I soldi ricevuti, secondo il nuovo schema, potranno essere rimborsati dagli studenti dopo il conseguimento della laurea. Il rimborso sarà parziale, in base ai risultati ottenuti, al tempo impiegato per il conseguimento del titolo di studio e secondo dei parametri stabiliti in base al reddito percepito.

Vera novità e, contestualmente, punto interrogativo della riforma, la copertura finanziaria.

Verrà istituito infatti un apposito fondo per il merito, destinato a erogare premi di studio ai meritevoli, ma fino a ora non è stata stabilita un'adeguata copertura finanziaria per questo fondo, senza la quale è impossibile valutare chi avrà diritto al prestito agevolato.

Un problema non da poco, perché se da un lato un'adeguata copertura garantirebbe la riduzione del gap tra l'Italia e gli altri Paesi per quanto concerne il diritto allo studio, dall'altro lato il mancato o insufficiente stanziamento dei fondi rischia di vanificare l'intero apparato, che ha la necessità di offrire modalità di supporto reali per le tante famiglie degli studenti italiani.

Ad oggi, infatti, con un sistema di prestiti d'onore che nel Bel Paese non è mai decollato, si può contare solo sui recenti accordi tra università e istituti di credito per dare ai giovani prestiti a tasso agevolato e formule di rimborso facilitato. E la vita, soprattutto per mantenere più figli all'università, non è per niente facile.

Secondo gli ultimi dati del Miur infatti, i costi annui per le tasse universitarie, a seconda delle varie fasce di reddito, sono in media di 900 euro annui, con una forbice che varia da un minimo di 200 a un massimo 2600 euro (in università come la Statale di Bologna, Milano e Torino).

E se le spese per il vitto vengono in parte ammorbidite dalle mense universitarie, a gravare sulle tasche delle famiglie si aggiungono i libri e, per i fuori sede, gli affitti e i trasporti.

In attesa che i soldi pubblici da destinare al fondo siano definiti, università e banche hanno stipulato accordi per far fronte alla grave carenza, coinvolgendo anche gli enti regionali per il diritto allo studio. Uno di questi è il "Diamogli credito".

Alcuni accordi stipulati con piccole banche del credito cooperativo prevedono inoltre prestiti a Tan pari a zero, mentre il Taeg (il tasso effettivo), varia in base all'entità e alla durata del finanziamento. Una serie di accordi per il sostegno agli studenti che, seppur insufficiente, per il momento sta ovviando alla mancanza di una regolamentazione nazionale e che sta avendo un discreto seguito se si considera che, secondo i dati del Ministero, nel 2007 per 227 prestiti d'onore sono stati stanziati dalle regioni 1,752 milioni di euro, dei quali un milione della sola Regione Trentino, seguita dal Piemonte (310 mila euro), Toscana (162 mila), Lombardia (140 mila), fino alla Sicilia con 25 mila euro di stanziamenti.


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