Professori, attenti alla (vostra) pagella
Inviato da Redazione Ustation il 05 gennaio 2010
Arrivano i voti anche per i professori. Non saranno solo gli studenti sotto esame ma presto anche per i docenti e i ricercatori arriveranno le pagelle. Il Consiglio Universitario Nazionale ha infatti stabilito i criteri per la valutazione dei docenti e l'iter burocratico si appresta a concludersi con il decreto del Ministero atteso nelle prossime settimane.
L'obiettivo della nuova legge è quello di rendere trasparente e misurabile il lavoro svolto da docenti e ricercatori, attraverso dei parametri che definiranno la qualità della didattica e della ricerca.
Da quest'anno infatti tutti i professori ordinari, associati e ricercatori saranno obbligati a inserire nell'anagrafe nazionale nominativa, gestita dal Miur, tutto ciò che li riguarda. Partendo dai parametri definiti "di base" per la valutazione, come Le pubblicazioni scientifiche, gli insegnamenti tenuti nel corso dell'anno, il totale delle ore trascorse in cattedra, il numero degli esami registrati in qualità di titolari della materia, le tesi di laurea o di dottorato di cui si è stati relatori.
Nell'anagrafe inoltre sarà contenuta la relazione fatta dal rettore al consiglio di amministrazione e al senato accademico sull'esercizio annuale dell'ateneo.
Questo sistema di anagrafe consentirà quindi non solo di sapere chi lavora e chi no, ma, in base a queste valutazioni, avrà anche un valore di incentivo reale perché ognuno faccia un buon lavoro.
Chi non svolgerà adeguatamente il proprio dovere, chi non fa ricerca o è latitante alle lezioni, si vedrà alleggerita la busta paga e dimezzati gli aumenti a partire dal 2011. In breve, si perderà il diritto ad avere in pieno gli scatti di anzianità biennali. Inoltre, chi omettesse la pubblicazione e la trasmissione di tali dati avrebbe una penale, con la riduzione del finanziamento ordinario erogato dal Ministero.
Una novità rilevante, dal momento che per la prima volta si fissano degli elementi chiari e pubblici per la valutazione della didattica e della ricerca, per il sostegno dell'attività del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario, e che permetterà a studenti e famiglie di scegliere l'ateneo e il corso di laurea anche sulla base di informazioni oggettive, quali il lavoro e l'impegno dei docenti.
Ma le novità introdotte non mancano di sollevare qualche polemica. Innanzitutto sui criteri stabiliti per la valutazione. La più pressante riguarda il numero di pubblicazioni che, secondo molti docenti, non necessariamente identifica un migliore lavoro svolto.
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