I Pirati per la difesa del Web
Inviato da Redazione Ustation il 08 gennaio 2010
Si fanno chiamare "pirati" ma non operano nell'illegalità. Anzi. Gli associati al Partito Pirata si muovono per impedire che si "imbavagli" la rete, quella che loro stessi definiscono "il mezzo più democratico mai esistito".
I Pirati sono impegnati nella difesa della libertà della rete, facendo da tramite con le istituzioni e divulgando informazioni . «Quello che ci proponiamo - ci dice in un'intervista Athos Gualazzi, uno dei fondatori dell'associazione - è di osteggiare tutti i tentativi di imbrigliare la rete. Siamo coscienti che i poteri forti mirano al controllo, ma la rete è uno strumento di comunicazione paritetico, che non favorisce nessuno. Le leggi è giusto che ci siano e vengano rispettate, ma non bisogna utilizzare lo strumento normativo per limitare la libertà degli individui».
E proprio dal concetto di libertà nasce anche l'azione portata avanti dai pirati per contrastare il digital divide. «Un'opera di divulgazione di informazioni - continua Gualazzi - per contrastare un fenomeno che, in paese dove sostanzialmente esiste il monopolio degli ISP, danneggia non solo il singolo utente, soprattutto se residente in zone del Paese dove la copertura della rete diventa poco conveniente, ma anche per il sistema Paese, che si trova ancora in netto ritardo nell'implementazione e sviluppo delle nuove tecnologie come il Wi-Fi e il WiMax».
Un'attività, quella portata avanti dal Partito Pirata, che punta innanzitutto all'informazione dei cittadini su quali possono essere le alternative «perché - conclude Gualazzi - siamo convinti che la libertà consiste nella possibilità di scelta».
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