«Noi ricercatori, in piazza per un futuro»
Inviato da Redazione Ustation il 19 gennaio 2010
La scomparsa del ruolo ricercatore a tempo indeterminato, sostituito da un contratto triennale, rinnovabile una sola volta; l'assenza di credibili meccanismi per risolvere il problema del precariato; il confinamento per gli attuali 25.500 ricercatori in una sorta di limbo da cui sarà molto difficile uscire.
Sono questi i punti contestati dai ricercatori della Federico II di Napoli, che sabato 16 gennaio sono scesi in massa in piazza contro la riforma dell'Università del ministro Mariastella Gelmini. Una protesta che ha coinvolto ben il 70 per cento dei ricercatori della facoltà di Scienze matematiche, strutturati e non, mettendo a rischio le attività di ricerca e di didattica.
«Un'attività, quella della didattica, portata avanti come i professori associati e ordinari, che non ci compete quando esula dal supporto ai docenti. Per questo - ci dice in un'intervista Alessandro Arienzo, ricercatore e organizzatore della protesta - ci limiteremo a svolgere le esercitazioni che rientrano nei nostri obblighi di legge».
Non è una protesta contro la facoltà, però. «La nostra è una manifestazione di sensibilizzazione sui temi della riforma, e ci piacerebbe che il fronte si allargasse anche ai docenti della facoltà. Proprio per questo motivo abbiamo firmato un documento importante, che faremo girare per creare un fronte comune e compatto per farci sentire».
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