Il poema di Le Corbusier rinasce in virtuale
creato il 28/01/10
Usufruire di un'opera d'arte grazie alla realtà virtuale. E' quello che ha fatto il professore Vincenzo Lombardo, docente alla facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Torino, che ha realizzato il progetto del Poema Elettronico Virtuale, i cui risultati possono essere visionati anche su Internet.
Grazie a un minuzioso e importante lavoro interdisciplinare, realizzato attraverso la ricerca universitaria e ai fondi dell'Unione Europea, è stato possibile infatti recuperare un capolavoro perduto della cultura europea, il "Poème électronique" che la Philips commissionò a Le Corbusier per l'esposizione Internazionale di Bruxelles del 1958. Un lavoro immenso, che il genio dell'urbanista, archietetto e pittore svizzero realizzò con il contributo del compositore Edgar Varèse e del musicista e architetto Iannis Xenakis.
Un avveniristico padiglione che mise in mostra nell'arte tutta la potenza della tecnologia dell'epoca ma che risultò poi un'opera perduta, a causa del suo abbattimento al termine dell'Esposizione.
Fino a oggi. L'opera è tornata ed essere infatti fruibile in tutta il suo potenziale immersivo grazie alla realtà virtuale del Vep, il Virtual Electronic Poem, presentato a New York dalla electronic Music Foundation.
«Un lavoro importante che sfrutta le nuove tecnologie - ci dice in un'intervista il professore Lombardo - che ha messo in campo uno studio in diversi ambiti disciplinari e che offre grandi potenzialità per una nuova fruizione delle opere d'arte».
Uno studio e una ricostruzione interdisciplinare che, però, ci conferma lo stesso Lombardo «rappresenta anche il suo limite al momento, per una resistenza culturale e psicologica che al girono d'oggi c'è, più nello studioso che nel fruitore, in quanto in Italia, più che in altri paesi, si tende a lavorare in termini di singola disciplina e non c'è ancora una cultura diffusa dell'approccio interdisciplinare»















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