«Fra qualche anno ameremo l'odore della plastica»

Inviato da Redazione Ustation il 02 febbraio 2010

Le nuove tecnologie, Internet fra tutte, stanno cambiando il mondo dell'informazione, allargando lo spettro dei suoi protagonisti e i metodi di fruizione. Chi studia ed esamina questi cambiamenti è concorde nel ritenere questa "rivoluzione" un vero e proprio cambiamento di paradigma che però deve combattere con i limiti culturali e strutturali anche di quelle realtà, come l'Università, che si fanno carico della formazione dei cittadini.
Ad affrontare il tema è Antonio Sofi, docente all'Università di Firenze.

«Internet è una grande opportunità - dice Sofi in un'intervista realizzata per Ustation -. In Italia non c'è mai stato un giornalismo popolare ma d'élite. Adesso con le tecnologie come quella di Internet chiunque può leggere, cercare e trovare nuove fonti. E' un valore aggiunto che fa crescere molto la fruizione di informazioni, soprattutto in Italia dove sotricamente si legge poco. In più la rete possiede gli anticorpi alle false informazioni. Questo processo di autoregolamentazione è importante perchè abitua anche la gente a controllare le fonti e ad essere trasparenti nell'attribuzione della fonte stessa. Un'attività che migliora la partecipazione politica, il senso civico, l'essere cittadino».

Un'evoluzione che presuppone una forma di convergenza tra vecchi e nuovi media ma che, nonostante alcune resistenze "culturali", secondo il professore Sofi, prenderà strade ben delineate.
«Tra il libro e l'e-book, il piacere sta in fin dei conti nel contenuto più che nel contenitore. Un buon libro sarà tale anche se letto attraverso uno schermo. Io credo che il supporto si evolverà sicuramente. Chi poi dice che il libro non morirà perchè ama l'odore della carta, attraverso studi è uscito fuiori che l'odore del libro è un misto di muffa e inchiostro... credo che nessuno possa dire di amare l'odore di muffa e inchiostro. Magari fra qualche anno ameremo l'odore della plastica».

In questa fase di costante e veloce evoluzione però i giovani vanno avanti da soli, senza che le istituzioni, in primis l'Università, riescano a stare al passo. «L'Università è in drammatico ritardo su questo fronte - conferma il professore Sofi - è un grande elefante che si muove lentamente. Bisognerebbe che gli istituti di formazione, soprattutto universitari, investano di più anche sull'innovazione e la sperimentazione».

Insomma, sono i giovani, oggi, che promuovono innovazione e informazione all'interno dell'Università. E prova ne sono tutte quelle realtà accademiche che, nate grazie alla sperimentazione e alla capacità di giovani studenti, danno vita a radio, web-tv e magazine online, mettendo in mostra tanta passione come noi di Ustation abbiamo giornalmente modo di dimostrarvi attraverso i contributi che queste stesse realtà, create e gestite da studenti, producono.

Un calderone di idee che produce anche nuove professionalità. E nella direzione di questi talenti si muove anche il primo contest di Ustation Challenge, dedicato proprio al giornalismo partecipativo e ai reporter di domani che, grazie alle nuove tecnologie, superano quella barriera storica che in Italia è stata sempre stata definita, come ricordava il professore Sofi, dal giornalismo d'élite. Temi, questi, che verranno inoltre affrontati durante il primo U-Day, in programma il 9 febbraio all'università di Bologna.


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