Primo Marzo 2010. Sciopero per l'integrazione

Inviato da Redazione Ustation il 01 marzo 2010

L'Italia ormai è a tutti gli effetti un paese multiculturale. Lo è di fatto, in quanto sono oltre quattro milioni e mezzo gli immigrati che vivono e lavorano in Italia. Non lo è ancora, purtroppo, da un punto di vista cultuale, in quanto sono ancora molte le forme di razzismo che impediscono l'integrazione in molti luoghi dello stivale.

Un senso di alterità, rispetto a chi è di religione, cultura o nazionalità diverse dalla nostra, che si riflette e si alimenta anche attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Almeno stando a quanto emerge da una recente ricerca nazionale su "Immigrazione e asilo nei media italiani" condotta da un gruppo di ricercatori della facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università La Sapienza di Roma nei primi sei mesi del 2008. Dalla stampa e dalla Tv italiane infatti il quadro che emerge, secondo i risultati di questa ricerca, è un identikit degli stranieri che si può riassumere in tre definizioni: criminale, maschio e "clandestino".

Una "gigantografia in nero", come la definiscono gli stessi ricercatori, un'immagine statica e deformata che mette in evidenza solo gli aspetti più neri, cupi e violenti dell'immigrazione e che viene fuori analizzando le edizioni serali dei sette telegiornali nazionali (di Rai, Mediaset e La7) e un campione di sei quotidiani (Il Corriere della Sera,La Repubblica, L'Unità, Il Giornale, Avvenire e il free press Metro).

L'indagine, presentata lo scorso 18 dicembre presso la sala Mappamondo della Camera dei Deputati a Montecitorio, evidenzia un dato importante: su 5.684 servizi di telegiornale andati in onda nel periodo di rilevazione, solo 26 affrontano l'immigrazione senza legarla a un fatto di cronaca o al tema della sicurezza.

Una situazione che, oltre ad alimentare l'attrito sociale, non sta bene ai tanti immigrati che regolarmente risiedono o lavorano in Italia, rispettando le leggi. E non sta bene neanche ai tanti italiani che, con sale in zucca, sanno che l'immigrato non è, semplicemente in quanto tale, un criminale.

Da questa aberrazione è nato "Primo Marzo 2010 - Sciopero degli stranieri", una grande manifestazione nazionale che da questa mattina ha portato in piazza un po' in tutta Italia gli immigrati e quanti italiani pensano che il razzismo e la discriminazione siano una cosa sbagliata.

Ispiratasi a La Journée sans Immigrés: 24h sans nou, la manifestazione non violenta si propone di riunire in piazza quanti più immigrati e italiani solidali possibile, a incrociare le braccia per far sentire quanto il loro lavoro, che viene svolto legalmente, sia importante per la società che tanto e spesso li bistratta.

Dal coordinamento nazionale di Primo Marzo, che ha ricevuto tanti attestati di solidarietà anche da importanti esponenti nazionali della cultura, si sono creati numerosi comitati territoriali e adesioni, che coinvolgendo anche tanti giovani italiani, porteranno avanti la protesta pacifica per l'intera giornata in piazze e strade. Studenti universitari e delle scuole si incontreranno alle 14,30 a piazza Verdi a Bologna e nelle strade e piazze di Trieste. Ma comitati spontanei sono nati in molte altre città d'Italia, da Pavia a Torino fino a Palermo e Catania.

Tutti per contribuire all causa dell'integrazione e contro il razzismo che dilaga e che, molto spesso a torto, addita agli stranieri i molti mali della nostra società.


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