Ricercatori sul piede di guerra: a rischio i corsi
Inviato da Redazione Ustation il 22 giugno 2010
Con il ddl Gelmini in dirittura d'arrivo la bella stagione alle porte non serve a placare le proteste nel mondo dell'università italiana che, anzi, monta in vista del nuovo anno accademico. In prima linea i ricercatori che, riunitisi in coordinamento nazionale, adesso sono pronti a mettere in pratica le minacce perpetrate negli ultimi mesi, lanciando definitivamente la propria volontà di non prestarsi più a fare attività didattica a partire dalla ripresa dei corsi.
Una decisione che, se dovesse andare in porto, così come si ripromettono i ricercatori italiani, metterebbe a rischio molti corsi di laurea in tutte le sedi universitarie, dove sono proprio i ricercatori che, in barba al loro contratto, svolgono un'importante fetta del lavoro, tra lezioni ed esami.
E proprio mentre nelle facoltà si preme per definire il manifesto degli studi e programmare i corsi, all'iniziativa, lanciata da alcuni atenei aderiscono molti altri ricercatori, a partire da Verona, dove in ben quattro facoltà su otto la maggior parte dei ricercatori ha deciso di non svolgere più attività didattica.
«Una decisione - ci spiega Arnaldo Soldani, ricercatore alla facoltà di lettere di Verona - dettata dal mancato ascolto delle nostre istanze e che è stata accolta quasi all'unanimità dai colleghi».
Al coro di protesta si uniscono anche i ricercatori e i professori della facoltà di Ingegneria della SUN, la Seconda Università degli studi di Napoli, che, riunitisi in assemblea, hanno deciso di sospendere gli esami di profitto e di laurea a partire dal 21 giugno, così come hanno già fatto i loro colleghi all'università di Cassino, Parthenope e del Sannio.
Una protesta, scrivono i manifestanti, per dare voce al disagio che provano per la continua mortificazione del loro lavoro e della loro dignità, causata da leggi e proposte di legge che colpiscono loro e l'istituzione universitaria nel suo complesso, senza tenere in alcuna considerazione né il merito Né l'importantissima funzione sociale svolta e perseguendo un disegno pluriennale di tagli indiscriminati.
L'università italiana è in forte fermento e ora si fa sul serio. Della protesta e della riforma Gelmini si parla oggi (martedì 22 giugno) a Unis@und, la web radio dell'università di Salerno, che a partire dalle 16 andrà in onda con uno speciale sul tema. Diretta che potrete seguire anche in video, seguendo questo link.
(Se hai problemi a seguire la diretta prova questo link)
Acolta l'intervista integrale ad Arnaldo Soldani
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