ANB: il Social Networking si fa Radio

Inviato da Redazione Ustation il 23 giugno 2010

Cento giorni in diretta che, oltre a rappresentare il nuovo record del mondo, sono servite a sperimentare un nuovo modello di comunicazione e interazione attraverso internet. Il progetto si chiama ANB, è stato ideato da un musicista, giornalista e autore radiofonico di 38 anni, Nicobenz, ed è stato un grande successo.

«Il progetto - ci racconta il suo ideatore, Nicobenz (intervista audio integrale in basso) - è nato dalla curiosità di scoprire la rete. Ho scoperto che ci sono tante cose delle quali non ero a conoscenza. C'è la possibilità di fare moltissime cose con Internet, dalla radio alla televisione, alle telefonate spesso gratuite. Da qui l'idea di far conoscere a tutti qualcosa che, grazie alla tecnologia 2.0, è integrabile con altri mezzi. Nel nostro caso abbiamo integrato il tutto con il mezzo più antico, la radio. Abbiamo unito tutto quello che c'era nella rete con la radio: la chat, skype, lavagne condivise, social network. Insomma, tutto quello che si può trovare su internet lo abbiamo integrato e abbiamo costruito, da ANB web radio, un social network pubblico, con la partecipazione di chiunque volesse, attraverso qualsiasi mezzo, intervenire. E lo abbiamo portato avanti con 100 giorni di diretta consecutivi, che si sono conclusi il 13 giugno».

Da qui è nato anche www.fullwebber.com, un portale che si fa aggregatore di ANB radio e di tutti quegli strumenti che il web mette a disposizione e che, di fatto, ci spiega Nicobenz, «prende forma da un neologismo che abbiamo coniato. Il fullwebber infatti è chi sfrutta e utilizza il web appieno, con tutte le sue funzionalità e le sue potenzialità».

Cento giorni per una diretta che ha visto la partecipazione di numerosi musicisti, rappresentanti di case discografiche e di enti che si occupano di diritto d'autore e che, proprio per questo, è stata teatro di una interessante e fruttuosa discussione sui diritti legati ai prodotti digitali come la musica. Un argomento molto complesso ma che necessita, per essere affrontato e risolto, di un deciso cambio di paradigma.

«Il mondo è cambiato con Internet e c'è un enorme vuoto, anche legislativo, sul diritto d'autore. Oggi non è pensabile richiedere all'utente che si collega da casa di pagare i diritti per avere musica o di acquistare dalla Siae una licenza se si vuole fare uno streaming amatoriale. Bisogna cambiare approccio e pensare a qualcosa che può funzionare».

E un'idea Nicobenz ce l'ha eccome.

«Durante i 100 giorni di diretta abbiamo discusso con tutti i protagonisti, dagli autori ai discografici ai rappresentanti di Siae e Sfc, in un confronto serio sull'argomento. Il modo di far pagare il diritto d'autore c'è e farà parte del nostro progetto, partito lunedì e che è ANB web social radio, per far conoscere e far partecipare tutti. Il sistema non è far pagare i diritti all'utente finale, perché non lo farà mai, ma farli pagare sulla rete agli sponsor. In questo modo gli utenti che utilizzano Internet, le singole persone che possono scaricare gratuitamente un brano sul proprio computer, originale e in maniera legale, non si affideranno più ai programmi p2p come eMule o altro, dove possono rischiare di scaricare cose non desiderate».

Ascolta l'intervista audio integrale a Nicobenz


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