La Rete in piazza per la libertà d'informazione
Inviato da Redazione Ustation il 30 giugno 2010
Il popolo della rete si mobilita, ancora una volta. Lo fa accanto all'Fnsi, la Federazione della Stampa Italiana, a tutti quei giornalisti, editori e cittadini che ritengono il disegno di legge sulle intercettazioni una vergogna per il paese.
«Questa legge - ci dice Matteo Scanni, giornalista e vincitore del premio Ilaria Alpi - , che nasce per correggere probabilmente delle storture che effettivamente ci sono nell'impianto, è sbagliata. Le indagini su Bertolaso, il caso Anemone, lo scandalo case che ha investito l'ex ministro Scajola e molte altre inchieste che sono state fatte, di tutto questo noi sapremmo niente se fosse già entrata in vigore questa norma. Una legge sbagliata, perché nasce per correggere degli abusi che, peraltro, sono già puniti dalla giurisprudenza, e perché rende molto difficile e in alcuni casi vano il lavoro di giornalisti che si occupano in particolare di cronaca giudiziaria e che realizzano inchieste. In definitiva questo ddl rappresenta la tomba del giornalismo investigativo. Con questa legge si potrà raccontare pochissimo ».
Ascolta l'intervista integrale a Matteo Scanni
Senza contare il fatto che, mettendo dei limiti molto stringenti al lavoro anche delle Procure per quanto riguarda le intercettazioni, ci sarebbe poco da raccontare in quanto molto non verrebbe proprio scoperto.
Il ddl ritornato alla Camera, dopo l'approvazione al Senato, e che il governo sta tentando in tutti i modi di tramutare in legge il prima possibile (tutta da interpretare la frase del ministro Bossi che, parlando del disegno di legge in questione, ha testualmente riferito all'Ansa "se il capo dello Stato non firma siamo fregati", ndr), oltre a porre i paletti al lavoro degli investigatori e a ciò che i giornalisti possono raccontare, prevede anche multe salatissime per giornalisti ed editori che non si attengono a tali norme. Un elemento che, di per sé, elimina di fatto il lavoro dei freelance e di quelle piccole realtà di informazione che non hanno un editore forte alle spalle e che non possono rischiare multe tanto salate.
Per tutto questo, in attesa della mobilitazione nazionale del 9 luglio indetta dalla Federazione dei giornalisti, alla quale aderiscono anche le sigle sindacali e gli editori, e dopo le proteste a Roma, davanti alla sede della Rai, gli operatori dell'informazione sul web scendono in campo con Libera Rete, una manifestazione, che potrà essere seguita in diretta streaming anche su
Ustation, giovedì primo luglio, dalle 17 alle 24. Una maratona sul web "a rete unificata" in difesa della libertà d'informazione che vede la partecipazione di centinaia di portali su Internet, con Femi, Altratv.tv, Fnsi, Valigiablu.it, Current, Ipazia Promos, Repubblica.it, Corriere.it, Rainews24, Il Fatto Quotidiano, Youdem, Ustation, Raduni, Agoravox, Articolo 21, Premio Ilaria Alpi, Anso, Micromega, Generazione Attiva, Istituto per le politiche dell'Innovazione e tanti altri soggetti.
Una maratona che seguirà l'evolversi della manifestazione di piazza Navona e tutti gli altri eventi correlati per la libertà d'informazione da tutta Italia, con collegamenti, via Skype e webcam di giornalisti, magistrati, micro editori di web tv e osservatori della stampa estera.
Guarda lo spot della maratona Libera Rete
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