La calda estate degli atenei italiani

Inviato da Redazione Ustation il 06 luglio 2010

Estate calda, anzi caldissima per gli atenei italiani. In questi giorni si dovrebbe approvare il manifesto degli studi per il prossimo anno accademico, ma i ricercatori, precari e non, non ci stanno a queste condizioni e da più di un ateneo minacciano la propria indisponibilità a svolgere attività didattica, non contemplata nel proprio contratto (quando questo esiste).

Con loro scendono in campo contro il ddl Gelmini presidi, docenti e rettori, che mettono in campo diverse iniziative di protesta contro il taglio dei finanziamenti.

Alla Sapienza di Roma, come in molte altre università italiane, le manifestazioni di protesta sono state prorogate anche questa settimana. In prima fila, nell'università romana, la facoltà di Lettere e filosofia, dove si è già tenuto un consiglio di Facoltà straordinario per manifestare il proprio dissenso contro le manovre del governo e annunciare le iniziative di protesta. Si parte con il blocco degli esami per arrivare, la settimana prossima, a lezioni ed esami particolari, fatti in strada o di notte, a luce di candela. Il magnifico rettore, Luigi Frati, va contro il ddl ma avverte: «ci sono tanti ricercatori che non fanno niente. E chi non lavora andrà via».

Guarda il servizio dalla facoltà di Lettere della Sapienza di Roma realizzato da Uniroma.tv


Stato d'agitazione anche in Calabria. Si protesta contro il ddl all'università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria, dove è stata convocata un'assemblea della facoltà di Architettura, in adesione alla proposta delle Organizzazioni Nazionali Universitarie di indire, per testimoniare e ribadire la profonda contrarietà ai contenuti del ddl 1095 e alle più recenti previsioni di intervento della attuale proposta di manovra finanziaria, con la sospensione degli esami per l'intera settimana.

Anche nell'ateneo di Cosenza i ricercatori, non solo i "precari invisibili", manifestano, negando la propria disponibilità, ci spiega Enrico Natalizio, ricercatore precario alla facoltà di Ingegneria dell'ateneo calabrese, a svolgere, per il prossimo anno accademico, «attività didattiche a titolo gratuito o che comunque non sono contemplate nei contratti».

Ascolta l'intervista a Enrico Natalizio

Una lotta che prosegue non senza intoppi. Contro i ricercatori che scendono in prima persona a manifestare pende infatti la minaccia, diretta o indiretta, velata o meno, di ritrovarsi fuori. I tagli previsti a partire dal prossimo anno per gli atenei infatti costringono questi ultimi a rivedere i conti per farli quadrare. Tutto questo significa anche riduzione del personale e questo, presidi, rettori e ricercatori, lo sanno bene.

Mobilitazione anche a Catania, dove si sono registrate sedute di consigli di facoltà senza numero legale, votazioni boicottate, minacce di paralisi degli esami e delle lezioni.

Leggi l'articolo pubblicato sul periodico della facoltà di Lingue di Catania Step1


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