Un'intesa contro la mafia

Inviato da Redazione Ustation il 09 luglio 2010

Un accordo, un'intesa è il naturale raggiungimento di un obiettivo da parte di due o più realtà. Quando questo accordo è siglato da due importanti protagonisti dello Stato allora la notizia è degna di nota. Quando poi l'intesa è tra Università e un'agenzia che lotta contro la mafia, allora tutto assume un valore ancora maggiore e ci fa ben sperare su quello che ci aspetta.

Il 6 luglio a Reggio Calabria, dove risiede la sede nazionale dell'Agenzia dei Beni confiscati, è stato siglato un protocollo d'intesa tra Università di Palermo, Direzione nazionale antimafia e l'Agenzia stessa.

Un accordo che prevede l'assistenza da parte dell'Ateneo palermitano per attività tecnico-scientifiche e didattico-formative nel triennio 2010-2013 su tematiche connesse alla criminalità. Protagonisti dell'intesa Pietro Grasso, Procuratore Nazionale Antimafia, Mario Marcone, direttore dell'Agenzia Nazionale, e Roberto Lagalla, Magnifico Rettore dell'Università di Palermo.

Oltre al carattere prettamente formativo, l'accordo ha come obiettivo anche una efficiente ed efficace amministrazione e riutilizzazione sociale dei beni illecitamente accumulati dalle famiglie mafiose. Ed è per questo che i firmatari dell'intesa si dichiarano soddisfatti dei presupposti che hanno portato all'accordo.

"L'Università è l'istituziobne che può dare tutte le esperienze di esperti in vari settori, che possono coniugare e realizzare la legalità e lo sviluppo." - questa la riflessione del procuratore Grasso, che ha anche aggiunto - da sempre siamo accusati di produrre disoccupati, quando esercitiamo la legalità, ed allora dobbiamo cercare con l'aiuto dei tecnici e degli esperti di salvare quelle aziende e quei posti di lavoro, quelle imprese che possono restare sul mercato"

Il direttore Mario Marcone ha sottolineato che attraverso accordi come questo l'Agenzia Nazionale riuscirà a collaborare con le istituzioni e si è detto pronto ad intese con altri atenei italiani, come sta accadendo anche a Napoli e Roma.

A spiegare nel dettaglio l'accordo è stato il Rettore Lagalla: "Le Università si pongono all'interno del contesto di lotta e interdizione alla mafia. E lo fanno anche partecipando direttamente attraverso percorsi di formazione e preparazione culturale dei giovani."

Ustation ha intervistato il Rettore per comprendere i risvolti immediati del protocollo d'intesa.

Ascolta l'intervista a Roberto Lagalla



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