L'integrazione parte dai giovani
Inviato da Redazione Ustation il 12 luglio 2010
Il tema, in parte, è stato rilanciato anche durante gli ultimi campionati mondiali di calcio: l'Italia è culturalmente pronta per essere multiculturale? Se il quesito è stato ultimamente espresso in riferimento al calcio, non si può non andare a vedere come, giornalmente, vive la società, a partire dai luoghi che rappresentano i crocevia di diverse culture e identità, come l'Università.
Nell'istituzione di cultura per eccellenza, oggi più che mai, si incontrano giovani provenienti da ogni parte del mondo. Vuoi per i sempre crescenti progetti di scambio con le università straniere, come l'Erasmus, vuoi perché, dopo anni in cui l'Italia è passata da terra di emigranti a meta di immigrati, c'è una nuova generazione di cittadini italiani, figli di quegli immigrati, che frequentano gli atenei come ogni altro cittadino italiano.
Tra quelli che ormai si definiscono "immigrati di seconda generazione" ci sono i figli di immigrati cinesi, una delle comunità più presenti in Italia. Cittadini italiani per nascita, questi giovani devono spesso fare i conti con il pregiudizio. «Anche se ultimamente - ci racconta Sun Wen Long 8nella foto a destra), responsabile Associna Bologna, cittadino italiano nato da genitori cinesi - l'università sta sempre più diventando multiculturale. All'inizio mi sentivo un pesce fuor d'acqua, perché vieni comunque notato, ma ultimamente sono sempre più i ragazzi con gli occhi a mandorla o di colore nelle università e ci si sta abituando».
Un'integrazione che si rafforza anche grazie alle iniziative messe in campo per avvicinare tutti i giovani, senza alcuna differenza, come la Rete Together nata in Emilia romagna.
Ascolta l'intervista integrale a Sun Wen Long
Sun Wen Long, 22 anni, oltre ad essere il responsabile di Associna Bologna, è uno studente che frequenta l'università di Bologna. «Una realtà - sottolinea - dove vige la meritocrazia. Non ho mai subito atti di razzismo e sono sempre andato avanti per ciò che faccio e valgo».
Le esperienze universitarie sembrano essere per lo più positive per quanto riguarda l'integrazione tra i giovani, che ormai vivono normalmente in una società multiculturale. Anche se ancora resistono dei pregiudizi. «Soprattutto per quanto riguarda i nostri genitori, gli immigrati di prima generazione - aggiunge Sun Wen Long -, è triste, ancora oggi, essere paragonati a dei mafiosi o a degli evasori fiscali solo perché cinesi».
I problemi non mancano neanche a livello burocratico e politico. «Prima dell'istituzione in Italia di Associna se si voleva andare alla Bocconi di Milano, per il semplice fatto di essere cittadini extracuminitari, bisognava pagare il massimo della retta, a prescindere dalla situazione economica della famiglia. Poi, grazie a una causa portata avanti con l'associazione, siamo riusciti a cambiare la situazione facendo entrare i cittadini stranieri nelle graduatorie».
L'integrazione è un processo lungo ma inevitabile e scacciare i pregiudizi non è mai facile. Alle nuove generazioni (e alla politica) il compito di instaurare una nuova cultura come in altri paesi.
E nella vostra vita di tutti i giorni, partendo dall'università, che esperienze avete avuto?
Credits/ Nella foto d'apertura la laurea a Bologna di Jianyn Gianni Lin. In alto foto di gruppo al raduno Associna a Torino
Commenti

Autore
Ustation è il portale che aggrega i contenuti dei media universitari e degli studenti reporter. E' il primo progetto di giornalismo partecipativo universitario. Ma c'è spazio per ogni forma di espressione. Abbiamo anche portato in tv, su La7, i media universitari e i contenuti multimediali prodotti dentro le università italiane, con il programma UNIVERSICATION. se non l'avete visto, vedetelo on line!