«Falcone e Borsellino, stimolo all'impegno civile»
Inviato da Redazione Ustation il 28 luglio 2010Un libro, una raccolta di memorie e testimonianze dedicate alle figure dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittime di mafia. Si intitola "Il profumo della libertà" ed è stato presentato dal ministero della Gioventù il 19 luglio scorso, in occasione del diciottesimo anniversario della strage di via D'Amelio a Palermo.
Un volume dedicato alle nuove generazioni, con i contributi di tanti personaggi che hanno collaborato con i due giudici antimafia e di giovani vincitori degli ultimi concorsi in magistratura e che può essere letto e scaricato via internet all'indirizzo www.ilprofumodellaliberta.it.
«L'intento di questa pubblicazione - ci dice il ministro Giorgia Meloni - è quello di raccontare queste due figure anche attraverso la loro umanità. Il rischio che noi corriamo, quando parliamo di eroi, è che non si riesca a comprendere l'umanità di una scelta e quindi la capacità che ognuno di noi ha di operare la stessa scelta. L'insegnamento che i giudici Falcone e Borsellino ci lasciano è quello della loro scelta. Loro hanno scelto da che parte stare e bisogna avere il coraggio, nelle scelte che ognuno di noi deve fare, di seguirne l'esempio. Se c'è un insegnamento che Paolo Borsellino ci ha lasciato, e che sta nella copertina del libro - continua il Ministro -, è che "se la gioventù le negherà il consenso anche l'onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo". La sfida contro la mafia è prima di tutto una sfida culturale e Borsellino riponeva il grosso delle sue speranze proprio nelle giovani generazioni».
Un legame che il giovane ministro sente con il giudice di Palermo. «Alla figura di Borsellino devo la mia scelta di impegnarmi politicamente. Di fronte proprio alla strage di via D'Amelio, a poca distanza da quella che aveva ucciso il giudice Falcone, ricordo di aver pensato di dover fare qualcosa, di non dover più stare a guardare. Da quel momento ho deciso di iscrivermi all'allora movimento giovanile dell'Msi. E mi è capitato di conoscere ragazzi che hanno fatto la stessa scelta che ho fatto io 18 anni fa, anche se non necessariamente nello stesso partito. Nella tragedia questo è un gran segnale».
Un'opera dedicata alle figure di Falcone e Borsellino, i magistrati che hanno fatto conoscere la mafia, fino ad allora nascosta sotto l'alone quasi dell'omertà, e che l'hanno combattuta con le inchieste. Inchieste che utilizzano strumenti, come le intercettazioni, al centro delle cronache per via del disegno di legge in discussione in parlamento.
E sul ddl intercettazioni il Ministro commenta:«Non è vero che la legge Falcone viene cancellata dal disegno di legge - risponde Giorgia Meloni - tanto che tra le modifiche vengono reinseriti tutti i reati cosiddetti spia che erano previsti dalla legge Falcone. Noi abbiamo cercato di costruire una legge con un equilibrio, che consenta di combattere la mafia e la criminalità organizzata come si faceva prima, pur mantenendo un diritto fondamentale, che non è stato purtroppo più garantito negli ultimi anni, che è il diritto delle persone a non vedere più la propria vita sui giornali quando non c'è niente di penalmente rilevante. E lo stiamo facendo anche attraverso un dibattito travagliato all'interno del partito che io ritengo assolutamente positivo».
Ascolta l'intervista al ministro Giorgia Meloni
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