Livorno, violenza al concerto, botte al reporter

Inviato da Redazione Ustation il 28 luglio 2010

Bengala accesi tra la folla, botte e furti. E' quanto è successo a Italia Wave Love festival, il festival che si tiene a Livorno. A fare le spese del comportamento di un gruppo di giovani violenti è stato un collaboratore di ustation.it, G.P., che contribuisce a realizzare contenuti per lo speciale sui festival musicali del nostro portale.

Il gruppo di violenti si facevano spazio per guadagnare la prima fila utilizzando dei bengala accesi. A nulla sono valsi gli inviti del nostro collaboratore al personale della sicurezza che era sul posto, perché alcuni del gruppo lo hanno lo stesso picchiato e derubato della macchina fotografica con cui stava realizzando il. E' successo questo, nella notte tra sabato e domenica, ma poteva succedere anche qualcosa di molto più grave, vista la confusione, proprio nei giorni tristi della tragedia della Love Parade. L'episodio è stato denunciato alla polizia.

Ecco il racconto del nostro collaboratore.

Verso l'una circa della notte tra il 24 e 25 luglio, mi trovavo insieme con un collega sotto il palco del Main Stage, a scattare foto al gruppo Underworld. Le foto sarebbero state allegate il giorno dopo al report sull'intera quarta giornata del festival.

Dietro di noi, alla nostra destra, alcuni soggetti abbastanza esagitati accendono un bengala, ma l'azione rimane circoscritta alle retrovie. Dieci minuti dopo un altro bengala viene acceso immediatamente dietro di noi. I soggetti in questione utilizzano il bengala come sfollagente per farsi largo tra la folla e guadagnare la prima fila. Durante il parapiglia sia io che il collega siamo sfiorati dal bengala. Io vengo preso di striscio alla mano sinistra, causandomi una leggera ustione.

Chiedo così l'intervento della sicurezza per bloccare colui che impugnava il bengala, poichè in prima fila ci stavano anche dei bambini. La mia richiesta di intervento rimane inascoltata, seppur oggetti del genere non sarebbero mai dovuti entrare dentro lo stadio.

Un nutrito gruppo di ragazzi che accompagnavano il soggetto con il bengala, (forse ultrà, per via delle teste rasate e di alcuni canti da stadio che avevano intonato durante la serata), avendo notato che avevo chiesto l'intervento della sicurezza, mi accerchia e per rappresaglia ripetutamente mi colpiscono con pugni e calci all'addome, coprendomi d'insulti vari. Mi fanno cadere più volte gli occhiali a terra per non permettermi di allontanarmi. Infine mi spingono fin sotto la transenna, impedendomi di trovare una via di fuga.

A questo punto, mentre ero pestato sotto gli occhi della sicurezza, chiedo ripetutamente il loro aiuto facendo vedere persino il pass della stampa. La richiesta non sortisce alcun effetto.

Nella colluttazione uno degli aggressori mi apre la borsa a tracolla e prende la mia macchina fotografica, una Nikon Coolpix 7600 nera, dentro la quale avevo tutti gli scatti prodotti durante la giornata. Richiedo nuovamente l'intervento della sicurezza per via della rapina e uno di loro risponde "fai il giro dall'altra parte".

A questo punto vengo tratto in salvo dal pestaggio grazie all'intervento del collega, che riesce a farsi largo e a trascinarmi via prima che le cose prendessero una piega peggiore.

Dopo questi fatti, verso l'una e venti, mi reco dalla polizia, che stazionava fuori dallo stadio, però mi avvertono subito che non possono intervenire ed entrare dentro lo stadio senza un'autorizzazione da un loro superiore, per via di ulteriori problemi di ordine pubblico.

Lunedì ho denunciato l'aggressione e la rapina presso la Questura di Pisa, e ho refertare presso il pronto soccorso dell'Ospedale Santa Chiara di Pisa i traumi riportati nell'aggressione, con una prognosi di cinque giorni.



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