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un libro e una mostra
Inviato da archivio audiovisivo della memoria abruzzese il 29 aprile 2009Il post è tratto dal nostro blog, filmfamiliari.blogspot.com
In anteprima per voi l'estratto di due recensioni che usciranno prossimamente sulla rivista "Storia e Problemi Contemporanei", n. 2, 2009. Un libro e una mostra interamente dedicati ai diversi impieghi dei documenti amatoriali e familiari (fotografie e filmati) come strumenti di memoria collettiva. Buona lettura!
Può essere il cinema uno strumento di memoria privata? In che modo esso interagisce con i ricordi, come li struttura, come li modifica intervenendovi direttamente? Cosa può restituirci del passato? Il volume di Alice Cati prende le mosse da questi interrogativi generali, sui quali da qualche anno si confrontano archivisti e studiosi di diverse discipline, per stringere poi l’attenzione su una forma particolare di cinematografia, quella amatoriale, diffusasi in Italia a partire dalla metà degli anni Venti: essa si caratterizza per tratti specifici che la distinguono dal panorama del cinema professionale. A realizzare film amatoriali, infatti, sono perlopiù dilettanti che filmano la realtà che li circonda, la loro quotidianità; le immagini prodotte, inoltre, vengono fruite prevalentemente all’interno dei nuclei familiari per accompagnare diversamente il tempo libero. Su questi materiali inediti l’autrice sviluppa una serie di riflessioni che percorrono l’intero lavoro di ricerca e che si prefiggono di dimostrare come il cinema privato, esaurita l’originaria funzione sociale di ricordo, possa essere considerato come una pratica della memoria a tutti gli effetti in grado di riconsegnare, a partire da frammenti di ricordi personali e privati, testimonianze seppur parziali appartenenti ad una più ampia memoria storica collettiva.
(...) Il merito del volume di Cati è certamente quello di aggiungere un primo e importante tassello di riflessione sulla tematica dei film familiari e amatoriali come nuova “risorsa” memoriale, superando le pure considerazioni teoriche su cui fino ad oggi, almeno in Italia, si è imperniato il dibattito sul cinema privato. (...)
Familia. Fotografie e filmini di famiglia nella regione Lazio, Ala Brasini, Museo Centrale del Risorgimento di Roma, Complesso del Vittoriano, 24 marzo – 10 maggio 2009.
L’esposizione Familia non si presenta come una semplice raccolta di istantanee fotografiche dalla fine dell’800 ai giorni nostri. E’ piuttosto una mostra nella mostra, in cui ad essere protagonisti sono gli sguardi delle famiglie laziali rivolti verso l’obbiettivo di una macchina fotografica o di una piccola cinepresa; essi ci raccontano le trasformazioni più generali avvenute in Italia, e all’interno degli stessi nuclei familiari, nel corso del Novecento. Una storia diversa, dunque, fatta di vedute minute e di pose affettate, di volti ed espressioni di gente comune che, spogliati dei loro stereotipi, rimandano a mutazioni antropologiche e sociali di più ampia portata. Un’occasione preziosa per riflettere sull’importanza di affiancare agli archivi tradizionali i cosiddetti “archivi diffusi” – composti da documenti audiovisivi, fotografie, testimonianze orali - la cui scoperta e valorizzazione si rivelano sempre più utili per la conoscenza e per la ricostruzione storiografica. (...) In tal senso, questa mostra ha chiuso un cerchio apertosi nel 2006 con il progetto di ricerca triennale Famiglie Laziali, avviato con l’intento di recuperare la memoria visuale e privata del territorio laziale attraverso le immagini autoprodotte dai suoi abitanti. Le ricerche e la successiva raccolta delle foto e dei filmati – di cui la mostra ha proposto una selezione delle migliori - si sono concentrate su quattro realtà diverse (province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo) differenziate per composizione sociale, economica e culturale; oltre alle scuole medie e superiori, i soggetti direttamente coinvolti nel reperimento delle documentazioni sono stati gli archivi di Stato, gli archivi comunali e le biblioteche. In totale sono state raccolte circa 10 mila fotografie e più di 100 filmati amatoriali che, digitalizzati e catalogati, sono stati ordinati in una banca dati on line (http://www.fotofamilia.it/) accessibile a tutti gli utenti. (...)
Annacarla Valeriano
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L' archivio audiovisivo della memoria abruzzese dell'università di Teramo è un progetto nato nel 2004 per raccogliere e studiare tutti i frammenti sparsi testimoni della società abruzzese, film familiari e amatoriali, fotografie e testimonianze orali, che sono capaci di restituirci un'immagine dell'Abruzzo diversa, e spesso più "reale", di quella sedimentatasi nel tempo. Attualmente lavoriamo soprattutto con i film familiari e amatoriali che ci vengono "donati" da possessori e ai quali restituiamo, dopo poco tempo, sia gli originali che una copia in supporto digitale dei filmini. Chiunque sia interessato a saperne di più può contattarci all'indirizzo archiviofilmfamiliari@gmail

