Un originale progetto ideato dall’artista sardo Filippo Martinez. Si studieranno materie come Francoecicciologia, Tex Willer e Libertà. Non offrirà opportunità di lavoro, ma contribuirà al Fil, la Felicità interna Lorda
«La laurea vera ti dà un titolo di studio che, se va bene, può avere ricadute sul lavoro. Aristan invece è una palestra della mente e allena a combattere le brutture della vita». Così lo scienziato di fama mondiale Gianluigi Gessa ha presentato Aristan, la nuova e, certamente, originalefacoltà di Scienze della Felicità nata a Oristano, in Sardegna per insegnare teorie e tecniche di salvezza dell’umanità.
Il corso, al quale partecipano come docenti noti personaggi come lo stesso Gessa, Vittorio Sgarbi, lo scrittore Francesco Abate, Michela Murgia e Barbara Alberti, il filosofo Giulio Giorello, il giornalista Giorgio Pisano, il cabarettista Benito Urgu nonché il leader del Movimento pastori sardi Felice Floris, è diretto dal preside della facoltà di Giurisprudenza di Cagliari Massimo Deiana ed è stato ideato a Filippo Martinez (nella foto), artista oristense regista di Sgarbi quotidiani e altre trasmissioni televisive.
«Quella di Aristan è un’idea che maturava già da molto tempo – racconta Martinez – perché con alcuni amici, che sono i docenti di Aristan e con i quali abbiamo già portato avanti con successo alter iniziative, volevamo creare una vera università fuori legge, perché il pezzo di carte che forniamo non ha alcun valore legale. Avevamo così pensato, non avendo lo spazio, di poter avere un campus vero dove potersi incontrare per stabilire un contatto che ormai nelle università ufficiali si è perso. Miracolosamente, questa estate, ci è stata offerta la possibilità di avere un campus meraviglioso di 42 ettari, l’Horse Country, tra pinete con uscita sul mare, con un aula magna da mille posti, un palazzetto da 7 mila posti, ristoranti e tutto. In questo campus, per i prossimi tre anni, cercheremo di tramutare il nostro spazio gradevole in uno spazio di incontri dove docenti e studenti si possano confrontare».
INTERVISTA A FILIPPO MARTINEZ
Così è nata Aristan che, più che un vero e proprio corso di laurea, è da intendere come un seminario per la periodicità delle lezioni. Gli incontri infatti si terranno nei fine settimana, con lezioni di 40 minuti ciascuna.
«Ogni venerdì e sabato sera si terranno due lezioni diverse con due docenti diversi. Nel pomeriggio gli studenti incontreranno i docenti in biblioteca per discutere sui testi. Poi abbiamo una miriade di iniziative esterne e ben tre sedi distaccate: una a Firenze, una al T Hotel a Cagliari e una terza nel nord della Sardegna, in un luogo termale che si chiama Terme di Casteldoria».
Tra le materie insegnate ad Aristan ci saranno Francoecicciologia, Paura, Follia, Libertà, Adescamento, Divertentismo, Ars amatoria, Coscienza comparata, Tex Willer. Il tutto finalizzato al Fil, la Felicità interna lorda.
«Partiamo dal presupposto – continua Martinez – che i docenti, nei loro vari campi, rappresentano un’eccellenza. A loro non abbiamo chiesto di insegnare la loro materia ufficiale. Abbiamo chiesto invece quale materia avrebbero preferito insegnare se avessero potuto scegliere in base alle proprie pulsioni, passioni e divertimento. Così ad esempio il filosofo Giulio Giorello ha scelto di insegnare Tex Willer. E’ evidente che un docente, che ha la competenza e la sapienza di Giorello, parlando di Tex Willer metterà dentro tutto sé stesso, tutta la sua competenza e scienza. Questa laurea, a differenza delle altre, è per il puro piacere dello studio, sia per i docenti sia per gli studenti».
Un progetto geniale che, però, prima di diventare realtà ha bisogno di un numero congruo di iscritti per permettere all’università della Felicità di reggersi sulle proprie. Ne servono 380 entro il 25 dicembre, e già, dopo la prima campagna di auto promozione, si sono immatricolate quasi 100 persone.
straordinaria idea , spero proprio di potermi iscrivere , vorrei partecipare prestissimo alle lezioni verrò da cagliari ad oristano con immenso piacere . Grazie
28 novembre 2011 ore 18:42
si può frequentare on-line? Perchè da Torino ad Oristanto sono solo due chilometri!!!
04 dicembre 2011 ore 06:34
Vorrei iscrivermi, sarà durissima trovare il tempo per venire, venire da lontano, ma già l'idea del viaggio mi aumenta il mio Fil.
Sono veramente interessato disposto a sacrifici arrivare sempre dalla Romagna e vorrei sapere se si può frequentare on-line.
Poi le lezioni a Firenze saranno tutte mie, non vedo l'ora.
Grazie Giovanni
09 dicembre 2011 ore 21:59
come e dove si effettua l immatricolazione??
09 dicembre 2011 ore 22:46
Mi sembra un progetto folle e meraviglioso !!!!
Ci sto pensando.......letizia
11 dicembre 2011 ore 10:06
felicissima idea.Si possono iscrivere tutti? grazie emidio
11 dicembre 2011 ore 11:18
Entusiasmante iniziativa!!!....ma c'è il ma della distanza e dell'impossibilità economica per superarla!
Anche altri hanno chiesto se sarà possibile seguire on-line, lo chiedo anch'io...e domando:
come, quando e dove darete la risposta?
Comunque GRAZIE per quello che fate e farete! luisa
11 dicembre 2011 ore 11:51
L'idea è seducente e sono certo che moltissimi sarebbero interessati a seguire con vero gaudio le lezioni on-line. Fateci sapere come fare per non perdere questa opportunità.Grazie. Agos
11 dicembre 2011 ore 11:51
L'idea è seducente e sono certo che moltissimi sarebbero interessati a seguire con vero gaudio le lezioni on-line. Fateci sapere come fare per non perdere questa opportunità.Grazie. Agos
11 dicembre 2011 ore 18:24
come faccio ad iscrivermi?Grazie Rosanna
11 dicembre 2011 ore 23:18
L'idea è fantastica,il problema è la distanza e il costo.Comunque fateci sapere il resto.Saluti Liliana
04 gennaio 2012 ore 15:11
Vi giuro che se lo stato vi scuce un soldo io mi incazzo veramente.
07 gennaio 2012 ore 15:22
Prendetevi pure la vostra laurea in scienze della felicità, poi però non andate in piazza fra qualche anno a protestare perchè non trovate lavoro. E poi ci lamentiamo perchè tagliano i fondi all'università, piuttosto che sprecare soldi per queste cose sarebbe meglio tenerli per le facoltà vere, vogliamo far diventare l'università una barzelletta.
12 gennaio 2012 ore 20:14
Le Università sono già barzellette, ormai qualsiasi persona è in grado di prendersi una laurea in una facoltà se si siede e studia, ma la vita non è fatta x correre dietro a stupide ambizioni, è fatta per essere vissuta qui ed ora e non "dopo la laurea, dopo il lavoro". I libri che ogni giorno apriamo nelle nostre università forse ci faranno ottenere un bel posto, soldi, una bella auto e gratificherà l'ego dei nostri cari e il nostro. In fondo però, che lo ammettiamo o meno, ognuno di noi sente sempre la mancanza di qualcosa e questo qualcosa è la Felicità. Questa Facoltà credo non voglia insegnare niente a nessuno, ma che voglia far fermare (CHI LIBERAMENTE E SENZA AMBIZIONI SI ISCRIVERA') in questa vita frenetica quel tanto che basta per aprire gli occhi e capire che ciò che inseguiamo non è poi così lontano. E quando in questa società buia scorgerai una luce anche fosse solo un cerino stai tranquilla/o che non potrai fare a meno di inseguirla.
Firmato un/a sardo/a, un/a italiano/a, un europeo/a ma prima di tutto un aspirante ESSERE umano.
12 gennaio 2012 ore 20:47
Forse studiare economia o giurisprudenza per correre dietro ai soldi o salvare abilmente un delinquente dalla galera ha più valore che correre dietro la Felicità?! Molte facoltà reggono solo perché il nostro mondo è malato. Il soldi valgono perché qualcuno ci dice che valgono, ma REALMENTE non hanno nessun valore se non il loro costo tipografico; se vivessimo in un mondo creato da persone felici, amorevoli e volte verso ideali di pace e uguaglianza tra gli individui, non avremo bisogno di nessuna facoltà di nessun attestato, saremo solo persone. La si può chiamare Utopia se non si ha fantasia sufficiente per vederla così o se manca la voglia di pensarci e provare, ma finché uno non prova ad essere felice non credo abbia il diritto nemmeno di chiamarla in questo modo, anzi, dovrebbe avere almeno il buon senso di tacere dato che non sa (questa sarebbe già una forma di intelligenza).
12 gennaio 2012 ore 20:58
Pensa che ridere se un giorno i contadini di ogni nazione si svegliassero e, tutti insieme, quegli "ignoranti", decidessero di coltivare quanto basta per la loro sopravvivenza e di dare parte del loro raccolto solo in cambio di servizi necessari a loro e ai loro cari...
Chi sarebbero i ricchi e chi i poveri? Chi i sapienti e chi gli ignoranti? Quali sarebbero le cose importanti? Nessuno se non i contadini e altri lavoratori necessari saprebbero rispondere in quanto sarebbero gli unici non impegnati nella ricerca di qualcosa da mangiare!
La crisi non esiste se c'è la felicità! Viva le idee e le persone umili che vogliono solo imparare...