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Un giornale e una mostra ricordando Pippo Fava
Scritto da Redazione Ustation il 05 gennaio 2012 » U-City: CataniaA 28 anni dall’uccisione del giornalista antimafia catanese, in programma una serie di iniziative per ricordare la sua figura tra le quali una mostra di fotografie e la presentazione de “I Siciliani giovani”, mensile che prosegue idealmente il lavoro di Fava. Luca Salici, della redazione del mensile: «Oggi c’è bisogno come allora di parlare di mafia e di fare informazione»
A 28 anni dall’assassinio di Pippo Fava, giornalista che negli Anni 80 ha combattuto la mafia attraverso le pagine di un giornale da lui fondato “I Siciliani”, prima di cadere vittima di un attentato di chiaro stampo mafioso, Catania, la sua città natale, lo ricorda. E quale occasione migliore per presentare “I Siciliani giovani”, mensile nato proprio con l’intenzione di proseguire idealmente il lavoro di informazione di Fava.
«“I Siciliani giovani” – spiega Luca Salici della redazione del mensile - è una testata che nasce dopo qualche giorno dall'uccisione del direttore Giuseppe Fava, una maniera per entrare nelle scuole siciliane per cominciare a cambiare la cultura soprattutto tra i banchi dei licei, in primis catanesi, in una città in cui ancora si negava la mafia, in cui avveniva quasi un omicidio al giorno. In quella maniera sono cresciuti tantissimi ragazzi che poi hanno anche collaborato con “I Siciliani” negli anni a venire. E in quel modo si cominciava ad acquistare la libertà di poter finalmente comporre un giornale, che appunto era un giornalino scolastico, ma che diventava a livello di contenuti un primo foglio corsaro e antimafia in Sicilia».
INTERVISTA A LUCA SALICI
Un progetto che prendeva ispirazione proprio dal quotidiano di Pippo Fava, che aveva un taglio fortemente innovativo sul fronte della informazione in Sicilia.
«Il grandissimo merito della redazione de “I Siciliani” era quello di cominciare a riconoscere la mafia dietro tantissimi gesti quotidiani che ancora non si erano interpretati – continua Luca Salici -. La grandezza di Fava era quella di cominciare a capire quali erano i comitati d’affare e quale era questo connubio tra politica, imprenditoria e mafia».
Un quotidiano nato in tempi bui per la Sicilia che oggi prosegue idealmente il lavoro grazie al mensile “I Siciliani giovani” che riparte, per il momento esclusivamente online, ma che si pone l’obiettivo di raggiungere presto le edicole. Con un respiro moderno, adatto alla realtà che, rispetto a 30 anni fa, è mutata, anche per quanto riguarda la percezione che i giovani hanno del fenomeno mafioso.
«Oggi diventa complicato vedere la mafia, anche per l'immaginario con cui ci è stata inculcata. Siamo ancora lontani dal riconoscere questo fenomeno quando non avvengono omicidi eclatanti. Proprio per questo però con “I Siciliani giovani” cerchiamo di mettere in relazione una serie di cose, come Catania e Milano, che è un po’ la Catania di 28 anni fa, in cui si nega l’esistenza della mafia e in cui ci sono tantissimi affari, soprattutto in ottica Expo 2015. I giovani sanno cos’è la mafia – conclude Salici – ma è pur vero che la percezione che si ha deve essere ricondotta all’interno di un quadro sociale di riferimento. Un quadro in cui la condizione riservata a moltissimi giovani siciliani e italiani è quella di essere precari, di essere pagati male o essere vittima di richiesta continua di favori, di voto di scambio, di ottenere uno stage per aver stretto la mano al politico di quartiere di turno senza nessuna sicurezza. E’ chiaro che tutto questo, mentre la città intorno a noi cambia, mentre continuano e si alimentano tantissimi business che non sono solo quelli dei centri commerciali, ma anche quelli dell'immigrazione o di tanti altri settori, porta a una necessità di informazione e di chiarezza. Bisogna cominciare a parlare di tutti questi aspetti, principalmente a livello culturale, e poi bisogna avere un’informazione libera e che comunque tenga bene in considerazione cosa sta avvenendo in città e cosa i ragazzi debbano in qualche maniera percepire».
Un’avventura che ricomincia, è il caso di dire, da un’esperienza forte come quella di chi ha vissuto la redazione de “I Siciliani”, e che riparte con la presentazione del mensile oggi (giovedì 5 gennaio), alle 21 presso la sede dell’associazione Città Insieme a Catania. Un apputnamento nell’ambito di una giornata dedicata alla memoria del giornalista catanese che partirà alle 17, nella strada dove fu assassinato Fava e che è stata intitolata proprio via Giuseppe Fava. Alle 18,30, al Centro Zo, la proiezione della pellicola “Un siciliano come noi”, di Vittorio Sindoni e organizzata dalla Fondazione Fava. Inoltre, fino a venerdì 6 sarà aperta al pubblico la mostra fotografica intitolata “Il Giornale del Sud – Immagini del nostro Novecento”, con le fotografie scattate da Fava sul quotidiano catanese.
Guarda le foto nell’articolo sulla mostra del magazine online catanese CTzen.
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