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Suicide Girls: un social network alternativo

Scritto da Emanuele Brunetto il 22 novembre 2010

Riae, girl dal fisico prorompente decorato con tatuaggi e piercing, racconta la sua esperienza da fotomodella. 'Tante modelle di successo prima erano ragazze “alternative” con capelli colorati

Attivo fin dal 2001, il portale Suicide Girls ha visto aumentare esponenzialmente la propria popolarità nel corso degli anni. Proponendo contenuti softcore e diffondendo modelli di bellezza e di look non in linea con quelli del patinato mondo dello show business. Ragazze da ogni angolo del mondo posano in set fotografici più o meno amatoriali e più o meno spinti, con l’obiettivo di essere “assoldate” fra le fila delle Suicide Girls. Fra le tante italiane che vi sono riuscite, uno dei volti più conosciuti è quello di Riae, fisico prorompente, tattoo e piercing a go-go.

Per quei pochi che ancora non lo sanno, puoi spiegarci cos’è Suicide Girls e cosa propone?
«E’ stato il primo social network della cultura alternativa perché, oltre ad essere un sito porno softcore, è anche una community in cui gli abbonati hanno modo di interagire tra di loro e con le modelle, scrivere dei blog e far parte di gruppi di discussioni, oltre ovviamente a poter vedere i servizi fotografici delle Suicide Girls. Il sito è nato per proporre un tipo di bellezza “alternativa” a quella che da sempre c’è stata propinata dai mass media, come ad esempio le ragazze perfette di Playboy e della Tv in generale. Le modelle che posano per Suicide Girls sono circa duemila e vivono in ogni parte del mondo, molte sono americane, altre israeliane, alcune italiane e altre asiatiche. Si può dire che ci sono ragazze per tutti i gusti. Non si tratta solo di ragazze punk, gotiche o ricoperte di tatuaggi, fanno parte del sito anche ragazze “insospettabili” che fanno le segretarie, sono studentesse di medicina o lavorano nelle ambasciate in tutto il mondo.»

Perché una ragazza decide di diventare una Suicide Girls?
«Ho scoperto questo mondo per caso: mentre sfogliavo un mensile vidi un trafiletto di poche righe che parlava di ragazze tatuate che posavano per un sito americano, a dire il vero fu la foto di una ragazza con i capelli rosa e con dei tatuaggi splendidi a colpirmi. Non credevo di avere qualche possibilità di entrare a far parte del sito, sia per la mancanza di autostima sia per un problema geografico, dato che abitavo in Sardegna. Ma ho mandato comunque un paio di foto fatte con il cellulare – a bassissima risoluzione perché correva l’anno 2006 – e dopo qualche tempo mi hanno contattata, mi hanno chiesto di fare un set per loro e se lo avessero accettato io sarei diventata una Suicide Girls. Allora ho scattato un set con un mio amico e l’ho inviato, ed eccomi qua! Stare sul sito è stata una specie di terapia, per una come me che aveva l’autostima sotto le scarpe è stata la cosa migliore che potesse accadere. In più mi ha dato la possibilità di conoscere tanta gente interessante anche dall’altra parte del mondo e le mie migliori amiche, Suicide Girls anche loro, che per me ormai sono come delle sorelle.»

I gestori del sito cercano un particolare profilo estetico, hanno dei canoni su cui si basano per la scelta delle ragazze?
«A dire il vero no, qualunque bella ragazza può diventare una Suicide Girls. Qualche anno fa la maggior parte delle modelle erano ragazze “alternative” con capelli colorati, svariati piercing e tatuaggi, mentre adesso molte modelle sono le classiche ragazze della porta accanto. Quindi non ci sono degli standard ben precisi. Lo staff cerca modelle che riescano a trasmettere qualcosa mentre si sfoglia il loro set, pur trattandosi di foto di nudo non sono mai volgari e spesso l’occhio cade su occhi e sorriso prima che su seno o fondoschiena.»

Essere una Suicide Girls rende bene in termini di pubblicità? Funziona come passerella verso altre prospettive lavorative?
«Direi di sì, ovviamente dipende dalle aspirazioni che una ragazza può avere. In ogni caso, fare la modella per uno dei siti di alt-modeling più famosi del mondo è una buona vetrina, sia che si faccia la modella di professione o che si suoni in una band, si dipinga o si faccia del porno, si ha comunque la possibilità di essere conosciute in tutto il mondo. Però può essere anche un ostacolo, dipende da quello che si ha intenzione di fare nella vita, perché comunque le foto di una carriera da modella porno soft non spariscono mai più da internet. Nel mio caso è stata una buona vetrina che mi ha permesso di fare copertine di tattoo magazine, partecipare a trasmissioni e lavorare con fotografi abbastanza famosi.»

Qual è il tuo concetto di pudore, i limiti da non oltrepassare che ti poni tanto nel lavoro quanto nella vita?
«Nel lavoro ho pochissimi limiti. Non ho problemi con il mio corpo e ho una mentalità abbastanza aperta. Anche se spesso mi vengono fatte delle proposte assurde, specialmente da alcuni fotoamatori che vanno alla ricerca del porno dal vivo o di alcuni tipi di foto che vanno un po’ oltre quello che sono disposta a fare. Non che abbia qualcosa contro il porno, anche perché sto lavorando ad un mio sito personale con alcuni video e set molto più spinti di quelli che si possono vedere su Suicide Girls. Nella vita reale sono molto più discreta a differenza di qualche anno fa, ora detesto le persone sguaiate che hanno degli atteggiamenti troppo espliciti e forzati perché sono solo alla ricerca di conferme. Penso sempre che si possa essere volgari coperte da testa a piedi e al contrario essere la persona più discreta del mondo anche andando in giro nuda. Tutto dipende dal modo che si ha di porsi nei confronti delle altre persone.»

C’è una buona dose di esibizionismo nell’avere un certo look e fare un certo tipo di set fotografici?
«Se dicessi che non sono esibizionista mentirei. Anche se, ultimamente, il fatto che la gente mi guardi per strada o commenti mi è venuto un po’ a noia, invece prima era una cosa di cui avevo bisogno. Però è cosi che voglio essere, e devo sopportare gli sguardi della gente, in fondo anche io fisso le persone particolari, specie se con capelli colorati, tatuaggi e piercing o vestite in un determinato modo. Nel lavoro sono ipercritica e pignola, quindi cerco di dare il meglio e non mi accontento della mediocrità, cerco di migliorare e spingermi in cose sempre più hot, quindi mi piace ancora di più vedere la reazione delle persone quando guardano i miei set, leggere i loro commenti e complimenti, che in fin dei conti sono cibo per il mio ego.»

Le Suicide Girls sono famose soprattutto per le decine di tattoo che ognuna di voi ha sparsi sul proprio corpo. Per te, che ne hai davvero parecchi, hanno tutti un significato? Ti sei pentita di qualcuno?
«
Ad essere sincera no, o almeno non significati così profondi come si possa pensare. Una volta una signora mi chiese se il cuore che ho tatuato sul petto rappresentasse le cose che mi avevano fatto soffrire, e ci rimase malissimo quando le dissi che era “solo” una rivisitazione di un disegno di Tim Burton. La maggior parte dei miei tatuaggi sono ispirati al mondo dei cartoon, che adoro. Per me il corpo è una tela, e mi piace l’idea di poterci disegnare sopra le cose che mi piacciono di più, come Biancaneve, Miss Piggy o i Mini Pony. Tra qualche tempo mi farò tatuare il ritratto del mio cane Leon, una delle “persone” più importanti della mia vita, sempre in versione cartoon. Ho iniziato a tatuarmi a 14 anni, quindi qualche scelta sbagliata l’ho fatta, come il folletto sulla spalla, il tribale sul fondoschiena o ancora peggio il nome del mio ex ragazzo nell’inguine.»

Abbiamo avuto modo di vederti ospite al “Chiambretti Night”. Com’è stata questa tua incursione televisiva?
«
Emozionante, imbarazzante e divertente. A dire il vero non sapevo a cosa andavo incontro quando mi hanno contattata dalla redazione, perché non guardo la Tv, ma ho sempre adorato Chiambretti quindi ho accettato a occhi chiusi. Direi che è stata una bella esperienza, anche se non è stata la prima. Ma a differenza di altre interviste per canali come Current, ero molto agitata, perché partecipavo ad uno dei programmi più visti dagli italiani, rappresentavo un sito porno soft in cui posano ragazze tatuate e sapevo che a molte persone questa cosa non sarebbe piaciuta. Ma più di tutto avevo paura di inciampare sulle scale della passerella. Comunque, a parte l’ansia iniziale, mi sono trovata benissimo ed è stata una bellissima esperienza che mi ha portato tante cose positive.»

Dal punto di vista professionale, punti a una carriera nel mondo dello spettacolo?
«
Sto studiando dizione e recitazione, ma quest’ultima credo mi servirà solo per imparare a camuffare le bugie che proprio non riesco a dire. Amo stare davanti alle telecamere e mi trovo a mio agio, ma dubito di avere un futuro nel modo dello spettacolo, però non si sa mai. Per ora continuo a posare, dato che è una cosa che mi riesce particolarmente bene, e a girare i video per il mio sito, poi si vedrà.»


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Autore

Emanuele Brunetto
Email: emanuelebrunetto@gmail.com
Età: 29
Sesso: M
Regione: Sicilia
Provincia: Catania

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REDAZIONE USTATION MUSICA