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"Caro indie ti scrivo..."
Scritto da Riccardo Marra il 24 gennaio 2012E' uscito da qualche settimana "Cosa volete sentire", la raccolta di racconti che vede protagonisti alcuni grandi nomi del rock italiano alle prese con la letteratura. 13 storie inedite che mettono in luce un talento inaspettato. Ne abbiamo parlato con la curatrice, Chiara Baffa
Scrivere canzoni e scrivere letteratura sono due atti profondamente diversi, lo dimostra la bassissima percentuale di artisti che riescono pienamente a sdoppiarsi in lyrics e narrativa. Certo, qualcuno ha messo nero su bianco la sua autobiografia, qualcun altro s’è concesso il piacere di pubblicare qualche poesia che teneva dentro al cassetto, ma chi scrive canzoni ha sacrificato il proprio genio alla musica (solo a lei) non c’è nulla da fare.
Eccolo il grande merito di Chiara Baffa (traduttrice e promoter calabrese di base a Firenze) con il libro Cosa volete sentire (Minimum fax, 10€): ha selezionato tredici cantautori della scena indipendente convincendoli a lasciarsi andare con la scrittura di un racconto in qualche modo legato alla loro esperienza di musicisti: turné, ascolti, viaggi, scoperte. Chi sono i protagonisti? Andrea Appino (Zen Circus), Vasco Brondi (Le luci della centrale elettrica), Dario Brunori (Brunori SAS.), Letizia Cesarini (Maria Antonietta), Max Collini (Offlaga disco pax), Fabio De Min (Non voglio che Clara), Antonio Di Martino (Dimartino), Titano Gulmanelli (Jang Senato), Simone Lenzi (Virginiana Miller) , Rossano Lo Mele (Perturbazione), Giuseppe Peveri (Dente), Alessandro Raina (Amor Fou), Peppe Voltarelli.
E dai racconti escono fuori “altri” uomini (e una donna) perché se le canzoni, così legate a tempi e spazi limitati, possono solo dare l’assaggio di un artista, ben altra cosa è la letteratura, vero e proprio specchio per debolezze e risorse, ironie e complessità. Chiara l’ha capito e ha voluto mettere alla prova una bella fetta dell’Italia musicale per un libro prezioso che, nonostante le feste siano ormai dietro le spalle, andrebbe infiocchettato e regalato a chi vogliamo bene.
Chiara, come scocca la scintilla di questo libro?
Da un’idea nel cassetto da troppo tempo, da una serie di coincidenze e, soprattutto, dal coraggio che ci è voluto per mettersi alla scrivania e scrivere una mail alla mia casa editrice preferita. Dicono che, se devi provare, bisogna cominciare da quello che ti piacerebbe di più. E così, eccoci qua.
Per chi non ti conosce, di cosa ti occupi quotidianamente e quanto la musica è presente nella tua vita?
Sono una lavoratrice un po’ trasversale: ho sempre spaziato dal mondo dell’editoria a quello della musica. Attualmente traduco libri, ma per anni sono stata titolare di una piccola agenzia di promozione e booking per band indipendenti, Organetta. Tra gli altri lavori del passato annoveriamo la gestione di una libreria, l’organizzazione eventi, il servizio ai tavoli e l’amabile desk di un internet point. La musica, quando non ci lavoro, la sento nella testa. Il che non è detto che sia un buon segno.
”Sentire” è un verbo splendido perché coinvolge quasi tutti i sensi. Il titolo del libro l’hai scelto per questo?
È stata una scelta collettiva a dire il vero, tra me e la redazione, e non ricordo neanche più a chi appartenesse l’idea originale. Ci è piaciuta proprio questa pluralità di significati: un piccolo gioco, che ricorda anche quella timidezza delle band ai primi concerti.
I musicisti scrivono “musicalmente”? O riescono a lasciarsi alle spalle il loro approccio di canzonieri?
Credo che tra i racconti dell’antologia i risultati siano molto diversi: alcuni hanno seguito più il loro stile, altri mi hanno sorpreso usando registri del tutto nuovi, a cui non ero abituata.
C’è un autore su tutti che ti ha fatto esclamare: “questo è uno scrittore nato!”
Proprio come quello del musicista e come molti altri mestieri, essere scrittori richiede dedizione ma anche un talento innato. Penso che molti di questi autori siano dei narratori incredibili, ed è per questo che gli ho chiesto di mettersi alla prova con un modo di raccontare diverso dal solito. Il risultato è per me interessantissimo, ma ognuno poi sceglie il mezzo che più ama. Qualcuno, raramente, si può permettere di spaziare sul serio dall’uno all’altro. E nei prossimi mesi ne avremo una riprova proprio da un nostro autore.
E quale tra questi racconti potrebbe tramutarsi in un romanzo?
Io vorrei saperne di più sulle vicende dei personaggi di Appino, di Voltarelli, di Maria Antonietta. E voi?
Colonia estiva di Andrea Appino (Zen Circus)

Quando si sposarono, nel 1978, Oriano e Tiziana partirono con una vecchia Cinquecento per Venezia. Non mi ricordo mai se fermi in autogrill o addirittura prima di partire, gli rubarono il portafogli. Tornarono indietro e niente viaggio di nozze.
Qualche anno dopo si presentò l'occasione per recuperare quel viaggio fallito. Sarà tato l'83, visto che avevo cinque anni. Viaggio di nozze vuol dire viaggio a due. Decisero così di mollarmi in un campo estivo a Marina di Carrara, dove, per la prima volta in vita mia, vidi delle suore. Nonostante l'odio profondo che i miei genitori nutrivano al tempo per preti e suore, a malincuore dovettero lasciarmi lì. Costava poco. Quante cose si fanno perchè costano poco. Al tempo ero praticamente autistico. Qualche anno dopo, alle elementari, mi trovai infatti a frequentare dei corsi di sostegno insieme a un ragazzino down. Socializzavo poco (anzi, per nulla) con i miei coetanei, che odiavo. Scrivevo a specchio con la mano sinistra, facevo la pipì a letto e giocavo in camera da solo. Dio, quanto mi piaceva stare solo.
Credi che questi testi descrivano bene l’Italia d’oggi?
Credo che non abbiano questa ambizione, ma che comunque siano delle fotografie preziose e originali del mondo di questi artisti. Che l’Italia di oggi la conoscono bene, se non altro perché l’hanno girata in lungo e in largo per suonare.
Cosa ti piace di più della scena musicale italiana? E’ meno legata alla politica e più indolente, forse.
A me sembra interessante proprio il fatto che l’artista in questo momento possa sentirsi libero, e che non sia costretto a identificarsi con delle idee politiche per raggiungere il pubblico e farsi ascoltare.
Qual è, secondo te, la molla d’interesse che ha fatto innamorare Minimum Fax del progetto?
Non saprei con precisione. Ma posso dire che è una delle pochissime case editrici che si buttano ancora nei progetti per passione. Esiste una cosa più bella?
Gi autori selezionati vengono quasi tutti dal nuovo millennio musicale. Fosse uscito questo libro negli anni Novanta o negli Ottanta che autori avrebbe contenuto?

Wow! Nei ’90 avrei inserito Alioscia, il Neffa dei Sangue Misto, Silvestri, Godano, Morgan, Agnelli, la Consoli e la Donà. Negli ’80 (bello pensare di curare un’antologia a cinque anni) Ferretti e Annarella, il Ruggeri dei Decibel, Pelù e Fiumani, Diana Est prima che si ritirasse chissà dove e soprattutto Vasco Rossi.
A questo punto non puoi non darci un’anticipazione del tuo prossimo libro, hai già in cantiere qualcos'altro? Magari un "Cosa volete sentire 2"…
Intanto mi piacerebbe continuare a portare in giro il volume 1, con tante presentazioni e showcase fino all’estate. A una seconda puntata ci ho pensato, ma per ora resta un’idea dai contorni vaghi: affrontare il colosso del mainstream!
* foto in home page di Leonardo Giannini







