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Sostieni il Mucchio!
Scritto da Emanuele Brunetto il 02 febbraio 2012Il Mucchio Selvaggio, storica rivista musicale dal 1977, rischia di chiudere a causa dei tagli retroattivi all'editoria che hanno messo in ginocchio il settore. Per scongiurarne la fine è stata lanciata la campagna "Sostieni il Mucchio", alla ricerca di 2000 nuovi abbonati. Ne abbiamo discusso con Daniela Federico, la direttrice
Rivista musicale fondata nel 1977 da Max Stefani, Il Mucchio Selvaggio ha rappresentato negli ultimi 35 anni il punto di riferimento rock per migliaia di italiani, giovani e meno giovani, perchè il Mucchio è sempre stato trasversale. Mensile prima, settimanale poi e nuovamente mensile da qualche anno, il Mucchio ha accompagnato intere generazioni alla scoperta tanto del rock che conta quanto di quello più underground e difficile da scovare tra gli scaffali polverosi dei negozi di dischi. Soprattutto in passato, quando non esisteva ancora il predominio comunicativo di internet. I recenti tagli retroattivi all'editoria hanno messo in crisi un settore già ampiamente provato dalla strabordante crescita della rete, portando una rivista come il Mucchio sull'orlo della chiusura. Per scongiurare la quale è stata lanciata la campagna Sostieni il Mucchio: 2000 nuovi abbonati per consentire allo storico mensile di poter andare avanti. Ne abbiamo discusso con Daniela Federico, direttrice della rivista giunta da pochi mesi a ricoprire l'incarico che era stato del fondatore del Mucchio.
Cominciamo dalla domanda più ovvia: perché Il Mucchio rischia di chiudere?
Perché a fine dicembre i tagli improvvisi e retroattivi all’editoria avrebbero potuto pregiudicare il nostro futuro.
Ci racconti della campagna “Sostieni Il Mucchio”, a che punto siamo?
Dopo un mese abbiamo raggiunto i 1200 nuovi abbonati. Un risultato entusiasmante che ci permette di tornare al lavoro sul numero di marzo e continuare la campagna nei prossimi due mesi per raggiungere quota 2000.
La domanda sorge spontanea: perché solo Il Mucchio si ritrova in questa situazione? I “concorrenti” Blow Up, Rumore, Rockerilla hanno attuato politiche diverse?
I concorrenti non hanno accesso ai fondi e sono quindi organizzati in maniera diversa. Se sai di poter contare su certe entrate investi anche in base a quelle, se queste alla fine non arrivano ti trovi nei guai.
Come stanno vivendo questa situazione la redazione e i collaboratori?
Con straordinaria solidarietà. Tutti sono a pronti a grandi sacrifici pur di continuare questo giornale che amiamo almeno quanto voi lettori.
State ricevendo molti attestati di stima: ce n’è uno in particolare che l’ha commossa?
Diversi in verità, ma uno in particolare: un lettore ha acquistato undici abbonamenti, uno per sé, gli altri da regalare secondo il nostro giudizio. La vita, ha scritto, gli ha dato delle soddisfazioni e potendoselo permettere ha voluto con grande generosità sostenere il giornale che ama.
Il 2011 è stato un anno di stravolgimenti per la vostra rivista. Cos’è cambiato in fondo?
E’ cambiato lo spirito. Ci sono regolari riunioni di redazione e si discute su tutto, anche se poi l’ultima parola alla fine è la mia, altrimenti le discussioni durerebbero all’infinito. L’impegno è quello di essere seri e credibili.
Parliamo più in generale delle riviste di settore su carta. Qual è il presente e quale il futuro?
Credo che la lungimiranza non sia una dote che appartiene al settore. I lettori sono pochi, sempre meno, la pubblicità pure. Credo che il web sia il futuro e che il cartaceo andrà scomparendo dalle edicole, resistendo solo in abbonamento.
Quanto il web ha dato e quanto ha tolto alla critica musicale?
Non vedo la rete come il diavolo, penso piuttosto, come detto sopra, che la critica musicale non abbia saputo sfruttare il web.
In Italia sembra che il giornalismo musicale sia considerato una perdita di tempo. Vantano più credito quello cinematografico e quello teatrale. Perché secondo lei?
Penso che in Italia abbiamo molti critici ma pochi giornalisti musicali.
Un’ultima cosa: perché Il Mucchio non deve chiudere, le va di fare un appello?
Il Mucchio non deve chiudere perché è parte della storia dei suoi lettori. Se Il Mucchio dovesse sparire ciascuno di noi perderebbe di più di una semplice rivista musicale, sostenendolo sosteniamo la parte più selvaggia di noi.
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Autore
Email: emanuelebrunetto@gmail.com
Età: 29
Sesso: M
Regione: Sicilia
Provincia: Catania
REDAZIONE USTATION MUSICA



