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Cultura & Spettacolo

Torino, l'arte che smaschera i mezzi di informazione

Scritto da Giorgio Pennisi il 02 febbraio 2012 » U-City: Torino

Dal 2 febbraio la mostra “Press Play. l'arte e i mezzi di informazione” mette in mostra i lavori di 16 artisti che riflettono a modo loro «sul modo in cui la realtà viene trasformata in immagine». La curatrice dell'esposizione Irene Calderoni spiega in che modo

«Uno sguardo da addetti ai lavori dell'immagine, perché anche gli artisti sono produttori di immagine della realtà, che si confrontano con la potenza numero uno nel campo della creazione dell'immagine, ovvero i mass media», così Irene Calderoni, curatrice della mostra “Press Play. l'arte e i mezzi di informazione”, presenta l'esposizione che dal 2 febbraio fino al 6 maggio si potrà visitare (24 ore su 24) a Torino, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo.

Una collettiva di 16 artisti, di fama internazionale alcuni, giovani emergenti altri che riflettono sul mondo dell'informazione, e lo fanno attraverso differenti mezzi: fotografie, video, istallazioni.

«La visione che ne esce fuori è una critica alle immagini e non una critica politica di come funzionano i media», spiega Irene. «Non è una classica critica o denuncia della manipolazione dell'informazione da parte dei media, ma è una riflessione molto sofisticata come sanno fare gli artisti, sul modo in cui la realtà viene trasformata in immagine».

L'INTERVISTA A IRENE CALDERONI

Tre le opere in mostra, anche quelle che rappresentano Internet e le nuove tecnologie. Tra questi «c'è un lavoro in mostra è molto contemporaneo, di un giovane artista di Torino, Alessandro Quaranta, che l'anno scorso al Cairo era presente e testimone degli eventi della primavera araba. Lui ha fatto un breve video, molto poetico sul modo in cui la tecnologia (il cellulare in questo caso, associato alla messa online in diretta della documentazione degli eventi) ha trasformato il rapporto tra la realtà e il giornalismo. Infatti i protestanti sono diventati i primi creatori di immagine della loro stessa rivolta.

Inoltre Press Play, sarà la prima mostra ad avere una colonna sonora. A novembre, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, in collaborazione con Paratissima, ha indetto il concorso soundtrART - la mostra sonorizzata, rivolto a dj, musicisti professionisti e dilettanti, che hanno dovuto comporre la colonna sonora della mostra, partendo dal concept e da una descrizione delle opere. La giuria – composta tra gli altri da Alessio Bertallot, Radio2 Rai - Raitunes; Fabio De Luca, vice direttore Rolling Stone; Pierluigi Ferrantini, voce dei Velvet, Produttore Artistico per CoseComuni -, tra le oltre 200 richieste di partecipazione, ha selezionato Fragmento di Chiara Luzzana (Milano).


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