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Il Consiglio di Stato boccia la decadenza degli studenti
Scritto da Michele Spalletta il 16 febbraio 2012I giudici amministrativi dichiarano illegittima la decisione dell’ateneo di Cagliari di porre un limite temporale agli studenti fuori corso, pena la cancellazione dello status di studente. Esultano anche i colleghi di Palermo dove il Senato accademico, appena un anno fa, aveva deliberato il limite del 2014 per gli iscritti ai vecchi ordinamenti
Si apre uno spiraglio di speranza per i numerosi fuori corso delle lauree di vecchio ordinamento dell’ateneo di Palermo che, esattamente un anno fa, a metà febbraio 2011, hanno ricevuto l’amara sorpresa: hanno tempo fino a marzo 2014 per concludere il percorso di studi. Superato tale termine decadranno da studenti universitari.
Lo spiraglio arriva da Cagliari dove il Consiglio di Stato ha depositato una sentenza nella quale è dichiarato illegittimo il decreto dell’ateneo sardo che imponeva il limite del 2012 come termine ultimo per gli studenti fuori corso per ottenere la laurea, pena la cancellazione. Un provvedimento simile a quello dell’ateneo palermitano ma che adesso è stato reso nullo dal Consiglio di Stato che ha di fatto ribaltato la decisione del Tar che, in prima istanza, aveva rigettato il ricorso degli studenti cagliaritani.
Alla base delle iniziative dei due atenei di Sicilia e Sardegna semplicemente un “atto di chiarezza” in quanto, come aveva spiegato l’anno scorso il professore Vito ferro, delegato del rettore alla didattica a Palermo, “gli studenti della riforma del DM 509/99 (che è partito nel lontano anno accademico 2001/2002) in avanti sono soggetti alla medesima regola di quelli del DM 270 del 2004, cioè lo studente decade dopo che è rimasto per il doppio della durata legale più un anno, questo significa che se uno è iscritto ad una laurea che ha una durata triennale, può rimanere nello status di fuoricorso per sette anni, se uno è iscritto ad una laurea specialistica o magistrale, per cinque anni».
Una norma che punta a eliminare o a stimolare i fuori corso “cronici” che, solo a Palermo, avevano raggiunto quota 35 mila. Adesso però il Consiglio di Stato, che ha deliberato sul caso analogo di Cagliari, oltre a dare speranza agli studenti sardi offre un appiglio anche a quelli siciliani. Secondo i giudici amministrativi infatti “il meccanismo in assenza di una disposizione normativa nazionale che abiliti le singole università a disporre, in conseguenza della disattivazione dei corsi, la decadenza degli studenti che vi risultano iscritti, non può prescindere dalla ricerca del consenso della popolazione studentesca interessata all’adesione a una nuova opzione di sviluppo della propria carriera”.
Servirebbe quindi, secondo i giudici, una consultazione studentesca prima di attivare misure come i termini di decadenza degli studenti. E gli universitari palermitani, assieme ai colleghi di Cagliari, possono esultare. E stanno già preparando azioni per opporsi al provvedimento, attraverso una pagina Facebook.
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Regione: Sicilia
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