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Web & Tech

In Italia le web tv crescono ed entrano nel business

Scritto da Michele Spalletta il 21 febbraio 2012

I dati, raccolti dal settimo rapporto nazionale sulle micro web tv e media digitali licali di Altratv.tv evidenzia un salto di qualità delle realtà sul web. Crescono in numero (590 web tv e quasi 900 media locali in rete) ma soprattutto nel modello, con più professionalità e rapporti di business con aziende e pubblica amministrazione

Le web tv italiane, crescono e da laboratori messi in piedi da semplici appassionati iniziano a entrare nel mondo del business. E’ la fotografia scattata da Netizen, la settima ricerca annuale dell’osservatorio e network Altratv.tv.

Nonostante il tasso di crescita nel 2011 sia rallentato rispetto agli anni passati (+11%; il 2010 ha fatto registrare un +52% sull’anno precedente), continua ad aumentare il numero delle tv italiane e universitarie sul web che ha raggiunto quota 590. In testa c’è il Lazio, con 102 realtà, seguita dalla Lombardia (85), Puglia (63) ed Emilia Romagna (53).

Ma a cambiare maggiormente è la sostanza di queste televisioni sul web che, dopo un periodo di sperimentazione basato più sulla passione dei video maker, adesso iniziano a essere realtà professionali diventando vere e proprie start up e contribuendo in maniera sempre più determinante all’informazione locale che, fino a poco tempo fa, era appannaggio esclusivo delle tv locali. I dati raccolti dal rapporto Netizen, che ha preso in esame le micro web tv italiane e i media digitali locali, dimostrano che l’informazione di queste realtà in rete si rivolge sempre più alla cronaca e agli eventi del territorio (33%), denunciando ciò che non va attraverso inchieste (15%) e creando un filo diretto tra cittadini e istituzioni attraverso specifiche rubriche (7%), con un maggior numero di collaboratori e una migliore strutturazione interna.

Quelle che fino a pochi anni fa erano semplici web tv amatoriali si trasformano in vere e proprie realtà imprenditoriali, non soltanto con apparecchiature tecniche ma anche con professionalità al loro interno forti dell’esperienza fatta. Oltre la metà di queste realtà offre aggiornamenti quotidiani e accessi in continua crescita. Il salto dalla dimensione amatoriale a quella professionale è determinato anche dal metodo di sovvenzionamento. Secondo Netizen ci si affida sempre meno alle donazioni mentre crescono in maniera considerevole i rapporti commerciali con le Piccole e Medie imprese: circa l’80% delle web tv intrattiene rapporti di business con le aziende per la realizzazione di video su commissione (il 24%) o producendo pubblicità con pre-roll o banner (32%). Diminuiscono i finanziamenti legati alla Pubblica amministrazione, attestandosi al 12%, ma cresce la collaborazione con le istituzioni pubbliche.

Ma la vera novità del panorama che viene fuori dal settimo rapporto annuale di Altratv.tv è sicuramente il live streaming, adottato dalla maggior parte dei canali per trasmettere eventi territoriali specifici (73%). Per quanto riguarda i palinsesti, ci si distacca dai media generalisti affrontando temi come la cultura (per il 57%), lo sport (36%), turismo (34%), politica (31%) e cronaca (26%).

Sempre più di frequente le web tv si affiancano ai social network (otto canali su dieci hanno un profilo su Facebook) e all’integrazione con piattaforme di videosharing, prima fra tutte Youtube, adottato come business partner nel 72 per cento dei casi.

Infine crescono le integrazioni con le altre piattaforme, specialmente con il mobile (preferito dal 54% delle realtà su web), con applicazioni per smartphone e tablet adottate già dal 40% delle realtà video sul web e molte altre che intendono affacciarvisi nei prossimi anni.

GUARDA LA MAPPA DELLE MICRO WEB TV ITALIANE E DEI MEDIA LOCALI


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