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Università di Palermo, emergenza fuoricorso

Scritto da Redazione Ustation il 14 febbraio 2011 » U-City: Palermo

Il numero degli studenti non in regola con gli esami ha raggiunto il numero impressionante di 35 mila unità, ha spinto il Senato Accademico a deliberare un limite massimo di tempo per sostenere gli esami, dopo il quale gli studenti decadranno

Nei giorni scorsi il Senato Accademico dell’Università di Palermo ha deliberato una provvedimento che ha fatto molto discutere ma che nelle intenzioni di chi l’ha votato aveva quella di fare chiarezza. «Fare chiarezza nella diversità nelle carriere di questi studenti, perché i principi della decadenza degli studenti stessi sono diversi a seconda dell'ordinamento al quale si appartiene. Va precisato subito che gli studenti della riforma del DM 509/99 (che è partito nel lontano anno accademico 2001/2002) in avanti, sono soggetti alla medesima regola di quelli del DM 270 del 2004, cioè lo studente decade dopo che è rimasto per il doppio della durata legale più un anno, questo significa che se uno è iscritto ad una laurea che ha una durata triennale, può rimanere nello status di fuoricorso per sette anni, se uno è iscritto ad una laurea specialistica o magistrale, per cinque anni».

A spiegare la delibera è il professore Vito Ferro, delegato alla didattica del rettore dell’Università Palermo. «Questa cosa non era chiara, era sfuggita all'attenzione di molti, il Regolamento Didattico d'Ateneo sostituisce il regolamento precedente, e quindi le norme che valgono per gli iscritti del DM 270, diventano valide anche per gli iscritti all'ordinamento in esaurimento 509/99». La delibera stabilisce, in sostanza, che gli studenti fuoricorso appartenenti ai vecchi corsi quinquennali avranno tempo fino a marzo 2014 per concludere la propria carriera. «Ricordo che completare la carriera significa completare gli esami, può rimanere in sospeso il solo esame finale, la sola discussione della tesi di laurea» precisa Ferro.

ASCOLTA L'INTERVISTA AL PROFESSORE VITO FERRO



Lo studente «ha quindi un congruo tempo per portare a termine la sua carriera», e a chi teme, come i rappresentanti degli studenti, che questi studenti vengano abbandonati, il delegato del rettore assicura che l’ateneo «intende indirizzare questi studenti verso il conseguimento del titolo, attivando delle procedure di orientamento e tutorato che serviranno a risolvere i problemi di carriera. Stiamo facendo un'indagine per stabilire quali sono le materie nelle quali questi studenti fuoricorso hanno avuto delle difficoltà. Faremo per ogni facoltà una lista di sei insegnamenti e per questi saranno attivati dei corsi di recupero finalizzati ai soli studenti fuoricorso».

La stretta sugli studenti fuoricorso, che raggiungono il numero impressionante di 35 mila unità nell’ateneo palermitano, «non è direttamente collegato alla legge 240 del dicembre del 2010, perché in realtà il Ministero non ha mai considerato gli studenti fuoricorso per il calcolo dei Fondo di finanziamento ordinario». Il professore Vito Ferro precisa «fino a due anni e mezzo fa questi studenti avevano una tassazione che era addirittura inferiore alla tassazione ordinaria, pur godendo degli stessi servizi e pur non avendo noi nessun trasferimento ministeriale a fronte dell'iscrizione. Le ricordo che le tasse dell'Università di Palermo sono ancora oggi tra le più basse di Italia, e quindi l'unico provvedimento che è stato adottato è quello di considerare gli studenti fuoricorso alla stessa stregua degli studenti in corso, pur consapevoli che noi non avremo nessun ulteriore trasferimento di fondi ministeriali per la loro presenza».


commenti

09 maggio 2011 ore 09:47
stronzi

18 luglio 2011 ore 17:26
non ostacolate gli studenti! siate equi e non moltiplicate le materie! moltiplicate gli appelli e si risana questo ateneo di m...!

08 dicembre 2011 ore 12:13
vergognosi questi corsi di recupero

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