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Università

Neodiplomati nell'incertezza. Che università scegliere?

Scritto da Roberto Sammito il 05 luglio 2011 » U-City: Catania

All'uscita dai colloqui orali degli esami di maturità, alcuni studenti ci hanno raccontato i loro sogni e i loro dubbi. Il quadro che emerge è di estrema incertezza: i ragazzi sono divisi tra quello che amerebbero fare e la realtà del lavoro. Medicina, Giurisprudenza e persino un aspirante professore

Come ogni anno Antonello Venditti torna di moda a fine giugno e Notte prima degli esami fa spesso da colonna sonora alle notti passate sui libri. Le ultime settimane sono state molto intense per i cinquecentomila studenti italiani alle prese con gli esami di Stato. Dopo aver affrontato le due prove scritte e il “quizzone” adesso si trovano davanti l'ultimo scoglio: il colloquio orale.

Studiare è il miglior modo per arrivare preparati all'esame ma non va molto di moda quindi meglio scaricare l'applicazione per l'Iphone o affidarsi al web. La maturità 2.0 passa per decine di video in cui si consiglia come copiare, come fare una buona impressione sulla commissione, come vestirsi per l'orale e quali sono i comportamenti da evitare.

Il clima invita ad andare al mare piuttosto che a scuola ma nonostante il caldo gli studenti affrontano la prova orale. Davanti al Liceo Classico Spedalieri di Catania un ragazzo corre urlando “sono libero”. L'urlo liberatorio post esame è la reazione più comune tra gli studenti, mentre il maturando urla i compagni di classe lo filmano così da rendere indelebile quel momento.

Dopo la gioia per la raggiunta maturità e per la lunga estate che potranno vivere si affaccia il pensiero del futuro.

Ci fermiamo a chiacchierare con gli studenti che escono dopo aver sostenuto il colloquio, la prima studentessa che incontriamo ha le idee molto chiare: «andrò ad Udine, ho scelto quell'ateneo perché ho intenzione di seguire il corso in relazioni pubbliche. Mi ha aiutato molto il percorso di orientamento fatto a scuola, così ho capito cosa mi interessava veramente».

La determinazione e la convinzione non può essere comune a tutti, infatti, un'altra studentessa ammette di non avere le idee del tutto chiare: «Sono interessata a Biologia e Giurisprudenza. La facoltà scientifica mi interessa di più, ho scoperto che mi piace la biologia dopo aver cominciato a studiarla a scuola. Giurisprudenza lo trovo meno interessante però ho dei parenti nel campo che mi hanno detto che può garantire una buona carriera. Farò entrambi i test di ammissione ma ho paura di non entrare, mi hanno detto che a Catania si presenta tanta gente». Questa ragazza non è l'unica a preoccuparsi per i test di ammissione, anche un altro studente condivide lo stesso stato d'animo.

Timore che aumenta per chi è interessato alla carriera in medicina. Tre studenti ci hanno detto che vogliono prepararsi per i test in medicina e odontoiatria ma nessuno di questi a Catania. «Farò i test per Medicina a Pavia e in altre due città che sceglierò. Di sicuro non li farò a Catania perché si presentano in troppi ed è difficile entrare», ci spiega una studentessa.

In questo momento di scelta tutti sembrano più attenti a soddisfare i propri interessi piuttosto che pensare ad un percorso che possa assicurare un lavoro, tra questi un timido studente che ci rivela la sua preoccupazione per lo stato dell'insegnamento in Italia: «mi piacerebbe molto studiare Lettere, ma i miei genitori mi hanno chiesto di pensarci bene perché oggi è molto difficile fare il professore. È una cosa che mi piace ma forse non la potrò fare, mi farò aiutare dai miei genitori per scegliere».


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