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Storie di gatti e valigie smarrite

Scritto da Riccardo Marra il 22 settembre 2011

Nati a Catania, ma diventati internazionali (dai Balcani al Messico), i Dead Cat in a Bag pubblicano il disco "Lost Bags": un viaggio nel doppiofondo di una valigia chiamata notte

Che suono ha l’oscurità? Quali sono i suoi canti? C’è un non-so-che di dark nei Dead Cat in a Bag, a partire dal loro nome così noir e pulp da richiamare un fumetto di Frank Miller o magari qualche scritto di Edgar Allan Poe. E poi c’è la loro musica che s’aggomitola nelle capriole di fumo di una sigaretta disperata. Una di quelle che fumerebbe Tom Waits seduto al tavolo con Iggy Pop mentre parlano del nulla al suono di un juke box.

 

Waits è chiaramente lo spirito guida di Luca Andriolo, il suo canto ricalca il lamento gutturale del grande Tom e tutto sommato anche il suo tocco antico, fatto di oscurità e grandi romanticismi che vengono fuori da una tazza di caffè americano. Il nuovo disco dei Dead Cat si intitola Lost Bags ed è un sublime viaggio nella notte e nelle sue nubi.

 

Un disco, sì è vero, assolutamente derivativo e citazionistico (Whiter e No lust left su tutte) che deve tutto a dischi come “Swordfishtrombones” e “Rain dogs” (il Waits del 1983 e 1985), ma che porta con sé un’anima ancora più stanca e malata. Luca Andriolo ha il cuore putrido ma quasi ci prova gusto a metterlo in mostra, oltretutto in questo disco lo contamina con sensazioni balcaniche (The Stow-away song), fiacchezze blues (I cant row no more), sonate gotiche (Lost bags) e con un cantato sempre più di personalità.

 

E dunque se vorrete perdervi nel doppiofondo di Lost Bags, dovrete fare i conti con un impegnativo labirinto dell’inconscio e del sogno. Territori segnati da strumentazioni buie, di chitarre nere, pianoforte ghiacciato, violini stuprati, fiati disperati (e ancora una nerissima processione di vibrafono, armonica, fisarmonica, banjo, mandolino, contrabbasso). Una valigia chiusa e riposta sotto al letto, dentro c’è un gatto morto la cui storia non è data da sapere. E se ancora vi state chiedendo che suono ha l’oscurità, allora andate a bussare alla porta dei Dead cat in a bag, loro vi risponderanno.

 

 

www.myspace.com/deadcatinabag


Commenti

23 settembre 2011 ore 16:28
Ho letto attentamente questa recensione e avendo avuto la fortuna di vedere i Dead Cat dal vivo non sono pienamente d'accordo su quanto si dica qua sopra: la voce del cantante ricorda quella del grande Tom Waits, ma trovo che lo stile e i profumi sia un po' diversi.Il cantante dal vivo ha una gran bella energia e un carisma che coinvolgerebbe chiunque insomma un "bel animale da palco",dall'altra parte sono rimasta un po' delusa dal resto del gruppo che ho trovato statico e distaccato , credo che la parola giusta sia "distante". Nel complesso pero' tutto ha funzionato. I dead cat in the bag sono un bel gruppo! Attendiamo nuovi live! :)

 





Autore

Riccardo Marra
Email: riccardomarra@hotmail.it
Età: 29
Sesso: M
Regione: Sicilia
Provincia: Catania

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REDAZIONE USTATION MUSICA