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Padova: studenti "ApertaMente" contro il ddl Gelmini
Scritto da Redazione Ustation il 08 novembre 2010Quattro giorni di dibattiti, letture e cineforum organizzati dagli studenti della Facoltà di Lettere
Gli studenti di Padova scendono in campo per sensibilizzare la città ai problemi dell’Università. Dopo le proteste “sopra le righe” degli studenti di Roma e Palermo, gli studenti della Facoltà di Lettere dell’ateneo patavino hanno scelto una forma più “classica” organizzando una serie di eventi nel corso della settimana. La protesta si chiama “ApertaMente” e si svolgerà, da lunedì 8 a giovedì 11, a Palazzo Maldura dalle 18.30 alle 24.00: formazione, dibattiti, cineforum, esposizioni, musica. Si comincia oggi con un dibattito dal titolo “Il nostro futuro differente: reddito, walfare, diritto allo studio, precarietà”.
«Dopo il dibattito – ci spiega Francesco Terzago, rappresentante degli studenti – avremo degli incontri d’autore e un cineforum. Ci sarà Matteo Fantuzzi che presenterà il suo “Kobarid”, questa sua opera di “poesia militante, poesia per la gente”. Le iniziative proseguiranno poi per tutta la settimana e il tenore sarà sempre lo stesso. La nostra intenzione è di proporre alla cittadinanza un momento di osmosi per entrare in contatto con gli studenti, con l’Università».
Una protesta interamente degli studenti che però rimangono disponibili per collaborare con i ricercatori e con i docenti e non escludono, ma auspicano, una loro partecipazione alla settimana di iniziative.
INTERVISTA A FRANCESCO TERZAGO, RAPPRESENTATE DEGLI STUDENTI
A Padova, come in tutta Italia, l’attività didattica risente dell’indisponibilità dei ricercatori. Circa 2/3 di loro si sono rifiutati di fare lezione, ma gli insegnamenti fondamentali sono partiti regolarmente: «In consiglio di facoltà è stato deliberato che non si cercherà di opporsi in alcun modo alla questa loro sacrosanta protesta diritto nessuno si è opposto alla protesta dei ricercatori – continua Terzago - anche se il preside, giustamente, ad un certo punto dovrà bandire certi insegnamenti essenziali».
In questo momento, una costante delle proteste e quella che vede gli studenti protestare per un disservizio, ma rimanere solidali con i ricercatori: «la qualità dell’offerta didattica - conclude il rappresentante degli studenti - è stata danneggiata nei termini in cui non c’è la possibilità di scegliere in una vasta rosa di insegnamenti, ma è vero che nel momento in cui siamo nella stessa barca dobbiamo scoprire un senso di solidarietà e di cittadinanza ed essere vicini alle proteste dei ricercatori».
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