Il partito dei pirati e i diritti digitali
Inviato da bravez il 05 gennaio 2010L'Italia scopre il partito dei pirati.
Il Piratpartiet (il nome svedese) è nato in Svezia come un servizio (a pagamento, per soli 50 euro all'anno) su iniziativa di Rickard Falkvinge per navigare liberamente in internet, scaricare, condividere contenuti e sapere. In pochi mesi è diventato un fenomeno sociale rivoluzionario riconosciuto in tutta Europa, fino ad approdare al Parlamento Europeo.
L'obiettivo di fondo è "infiltrare" nella politica qualcuno che possa occuparsi tecnicamente, legislativamente e politicamente della rete e delle nuove tecnologie.
Una provocazione o una sfida?
I temi della privacy, dell'identità in rete, del diritto d'autore, dei brevetti, del software libero, della difesa dell'identità e della riservatezza del cittadino sono minacciate e strumentalizzate dai governi?
Determinano lo sviluppo economico di un paese?
Il partito dei pirati è attivo anche in Italia, straordinariamente il primo paese europeo ad aderire dopo la Svezia, già nel 2007 al movimento, pubblicando una testata regolarmente iscritta al tribunale di Rovereto, il PiratPartiet Diritti digitali, disponibile ovviamente in rete in licenza Creative commons.
Per chi è curioso, per chi crede che sia necessaria una tutela dei diritti dell'internauta, per chi riconosce internet come lingua universale, per tutti quelli che non riescono a cominciare una giornata senza aprire il notebook per twittare uno stato d'animo ,segnalo il 14 Gennaio a Roma l'evento promosso dall'associazione di promozione sociale PARTITO PIRATA, che presenterà il suo manifesto al Fusolab alle ore 21. Un' occasione per riflettere insieme sulle libertà digitali, sul diritto d'autore, sul p2p e privacy.
Al grido " I pirati son tornati"
Fonte: www.partito-pirata.it

