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Iniziative Ustation

Si può fare, apprendimento e formazione grazie ai social network

Scritto da Alberto Conti il 20 maggio 2011

Stefano Besana, partendo dalla sua tesi di laurea, grazie a Working Capital ha sviluppato un progetto per utilizzare le logiche del social networking nel campo della formazione aziendale

Quando Stefano Besana, nel 2008, ha realizzato la sua tesi di laurea, in Italia quella dei Social Network era una realtà che si stava affermando lentamente e che solo negli ultimi anni è esplosa diventando parte integrande del nostro vivere quotidiano. Partendo da quella tesi, Stefano ha sviluppato un progetto che coniuga Social networking e apprendimento. Il suo progetto è protagonista della sesta puntata di “Si può fare” il viaggio di Ustation.it attraverso le Start-up di Working Capital.

«Ho partecipato al Tesi Camp a Milano – racconta Stefano Besana - presentando i risultati della mia tesi e sono stato notato del team di Working Capital e mi è stato suggerita di proporre l’idea tramite il classico elevator pitchig che viene proposto a tutti quanti in cui si hanno quei 10 minuti per convincere Telecom a farsi finanziare la richiesta. L’ho presentato l’anno, nel 2010, scorso a Bologna e sono riuscito a convincere Telecom a finanziare la ricerca».
 

ASCOLTA L'INTERVISTA A STEFANO BESANA


L’idea era quella di portare le stesse logiche del social networking in altri ambienti, quindi all’interno della formazione aziendale o dell’educazione intesa a 360 gradi, quindi verso le aziende, l’autoformazione, l’università e le scuole.

«E’ nata un po’ come una sfida – spiega Stefano Besana - voler andare a vedere se c’era la possibilità di utilizzare questi spazi di collaborazione e interazione, che nascono con uno scopo ludico e fondamentalmente di divertimento personale, per andarli a configurare come spazi utili per generare degli apprendimenti significativi. Il progetto ha preso una dimensione più ampia, nel senso che era nato come social network e apprendimento nella possibilità di configurare un applicativo piuttosto che spazi sociali destinati all’apprendimento. Chiaramente il mondo non sta fermo ma si evolve, quindi il progetto si è evoluto un po’ ed è andato verso quello che in letteratura e negli studi più recenti viene definito “social learning”».


Commenti

Tiziana Cavallo

Tiziana Cavallo | 21 maggio 2011 ore 19:12
Abbiamo conosciuto Stefano qualche anno fa a Milano...avevamo subito capito che era uno 'figo'...e cosi' e' stato..in bocca al lupo...e tienici informati sempre...tiziana