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P2P TV, qualità video superiore a costi ridotti

Scritto da Alberto Conti il 22 luglio 2011

Grazie all’algoritmo alla base del progetto di Rossella Fortuna sarà possibile migliorare la qualità del sistema peer-to-peer applicato alla televisione. Un’altra idea innovativa selezionata da Working Capital e protagonista di questa puntata di “Si può fare”

Il futuro della televisione, lo si dice da tempo ormai, è su internet. Ancora, però, i costi sono elevati e le tecnologie a basso costo non forniscono ancora un servizio di qualità. Tra questi servizi quello su cui molti stanno scommettendo è quello del peer-to-peer. Lo ha fatto anche Rossella Fortuna, protagonista di questa puntata di “Si può fare”, lo speciale di Ustation.it sulle idee innovative selezionate da Telecom nell’ambito del tour di Working Capital. La sua idea consiste in un algoritmo in grado di ottimizzare la qualità della P2P TV.

«La peer-to-peer tv - spiega Rossella Fortuna - è un modo per abbattere i costi legati alla diffusione delle trasmissioni televisiva. Praticamente coloro che intendono trasmettere una programma televisivo se non utilizzano la P2P tv sono vincolati  a dei costi molto forti che possono essere sia quelli della banda di upload che fa lo streaming su internet sia le infrastrutture comunemente utilizzate come il digitale terrestre o come la tv analogica. Con la P2P tv è invece possibile abbattere i costi perché ognuno dei client che si connette e usufruisce della connessione mette a disposizione la propria banda di upload per ridistribuire il segnale».

ASCOLTA L’INTERVISTA A ROSSELLA FORTUNA


«Si riesce a trasmettere ad una qualità superiore - contiua Rossella Fortuna - proprio perché la sua sorgente con una tv tradizionale con un approccio tipo server-client-server la gente deve avere una banda di upload che è pari a un numero di client che stanno vedendo la trasmissione per il rate della trasmissione stessa. Quindi soprattutto in larga scala se parecchi client vogliono vedere questa trasmissione è infattibile farlo con una banda media, ma occorre una banda elettronica molto larga.

Il concetto basilare della P2P tv è quindi l’abbattimento dei costi. Sembra tutto semplice e viene da domandarsi come mai questo sistema non abbia soppiantato quelli tradizionali di streaming. La risposta è molto semplice, infatti il sistema pecca in stabilità in quanto dipende dallo stato di connessione degli utenti. Rossella Fortuna nel suo progetto si è concentrata proprio su questo aspetto cercando di superare questo problema attraverso un algoritmo.

«Quello che faccio io – conclude Rossella Fortuna – è l’ottimizzazione di questo concetto utilizzando una codifica di tipo scalabile. Permette di migliorare la qualità del video ricevuto perché i sistemi di P2P tv è vero che permettono l’abbattimento della banda però dato che i peer possono disconnettersi in ogni momento ogni client che usufruisce della trasmissione può subire delle degradazioni improvvise della qualità video dovute al fatto che una dei suoi “vicini” si disconnette, quindi si ha una temporanea riduzione di banda. Con il mio algoritmo è possibile attutire l’effetto di questa disconnessione mantenendo alta la qualità del video».


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