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FUGA DEI CERVELLI

Inviato da Didone il 17 aprile 2009

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Questo blog vuole essere un luogo di raccolta per tutti coloro che sono dovuti andare lontano da casa loro per trovare un lavoro consono alla propria formazione e alle proprie ambizioni.

Ci chiamano cervelli in fuga, ma non è esattamente quello che siamo. Siamo fuggiti sì, o programmiamo di fuggire, da un Paese che non ha alcuna intenzione reale di guardare al futuro e di crescere, ma non siamo cervelli. Siamo persone, giovani donne e uomini che hanno dovuto prendere il coraggio a due mani e salutare tutto ciò che gli era appartenuto fino a quel momento: genitori, fratelli, amici, luoghi cari, per “gettare il cuore oltre l’ostacolo”. Il cuore, non il cervello, perché è con il cuore che si sogna e s’immagina il proprio futuro, un futuro di impegno, di lavoro, ma anche di gratificazioni, di successi, di concretezza. Restare, invece, sarebbe significato rassegnarsi, come molti nostri amici hanno fatto, a un futuro di compromessi, di attese interminabili, di speranze e sogni strozzati dal confronto con la realtà. Ora siamo fuori dall’Italia, ognuno di noi ha trovato un nuovo paese in cui crescere e sognare, ma non per questo vogliamo dimenticarci della nostra casa, che resta pur sempre la nostra terra. E’ per questo che vi invito a partecipare a questo blog, a questo diario collettivo delle nostre esperienze in giro per il mondo. Qualunque cosa voi pensiate su questa nostra realtà, avete qui uno spazio per esprimerla: l’entusiasmo, la rabbia, la soddisfazione o la delusione, tutto ciò che provate e avete provato raccontatecelo, perché diventi patrimonio comune.


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Autore

cleopatra salino
Email: clemisav@hotmail.com
Età: 27
Sesso: F
Regione: Toscana
Provincia: Arezzo




Regina. Regina dell'altera Cartago, saggia e amata dal mio popolo. Regina, fedele al marito defunto. Regina, fui. Poi venne lui: naufrago sulle mie coste, lacero e stanco, ma orgoglioso, nonostantetutto. Forte e giovane. Promise fedelta' a me e al mio popolo. Promise amore a me e al mio popolo. Promise di guidare la ricostruzione della mia citta' offesa dalle guerre. Promise e non mantenne. Il sangue mi sal? alle tempie, mi accec? il dolore, il suo tradimento, la sua fuga nella notte. L'onta mi investi' in un solo istante, e con lei la coscienza dell'odio del mio popolo, che pur mi aveva tanto amata. Il mio orgoglio di donna, ferito mortalmente. Quella pira mi attrasse a se', quella pira e la Sua spada: per me, Regina, era l'unica via.