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Real-time-web: l'evoluzione della rete

creato il 06/12/09

Il potere della rete ha raggiunto la massa critica. 1 miliardo e mezzo di utenti interconnessi. 100 miliardi di click al giorno e ogni mezzo secondo nasce un nuovo blog. Questi sono i numeri della rete.

Quest'esplosione si chiama Web 2.0. La rete non è più fatta dall'alto ma dal basso, l'utente non è più passivo ma attivo. 10 anni fa diecimila persone creavano contenuto per 45 milioni di utenti. Adesso 250 milioni di utenti creano quotidianamente contenuto per un miliardo e mezzo di persone.

Oggi siamo a un punto di svolta per due motivi.

La rete sta cambiando struttura e da mediata sta diventando immediata. Non più basata sulla sedimentazione delle informazioni, ma sulla freschezza dei risultati: i più recenti sono i più interessanti. Un motore di ricerca nei pensieri della gente, in tempo reale. Un cervello globale, dove grazie a strumenti quali Google Connect, MyblogLog e Friend feeder e l'imminente Google Wave (progetto in beta che verrà lanciato a fine anno) il Social Network non è più un sito ma è il web stesso. Le informazioni, le idee e i pensieri sono disponibili online nel momento stesso in cui nascono. Questo in particolare grazie a Twitter, il network che oggi sta rivoluzionando il web.

In secondo luogo, No funding, No revolution: l'assenza di un vero modello di business dietro ai Social Network non può più sostenere la spinta di contenuti dal basso. Questo obbligherà il sistema ad integrare sempre più l'utente nel processo produttivo, come già avviene con i recenti programmi di affiliazione o con il sistema di advertising di Twitter.

Twitter non rilascia dati sul numero dei suoi account (centinaia di milioni) ma è ufficialmente il Social Network che cresce più velocemente, con un + 1300 per cento, staccando il secondo, Facebook, di oltre mille punti percentuale. Twitter è anche il Social Network che è stato recentemente valutato un miliardo di dollari. Twitter lascia ai propri utenti la possibilità di gestire le inserzioni pubblicitarie, perchè nessuno meglio dell'utente conosce i gusti del proprio network. La pubblicità diventa utile e pertinente.

Parliamo tramite Skype, pensiamo tramite Twitter e cerchiamo con Google suggest. I siti in XML si scambiano informazioni l'uno con l'altro (Facebook con Twitter, Flickr con Ymaps) grazie agli utenti che caricano, etichettano e descrivono contenuti secondo dopo secondo. Contenuti sempre più interessanti grazie alle informazioni sempre più fresche ed ad un accesso totale al sapere ‘profondo' (Google, con il programma Google books stà riversando online tutti i libri del mondo).

Ognuno sarà il promoter della propria identità digitale, originando un pensiero collettivo mondiale e un modello globale di business people to people, entrando in una logica di microtargeting globale.

Tutto questo cambierà per sempre il nostro rapporto con il mondo e le persone che lo abitano. Dovremo ripensare concetti quali il copyright, l'identità, l'etica, l'estetica, la retorica, il potere, la privacy, il commercio, l'amore.

In altre parole dovremmo ripensare a noi stessi.

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