Io NON me ne andrei.
Inviato da Fra il 05 dicembre 2009("Figlio mio, lascia questo paese" di Pierluigi Celli: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/celli-lettera/celli-lettera/celli-lettera.html)
Sto per finire l'università. Sono stata brava: finisco bene e in tempo, molto più di quanto anni fa mi aspettassi da me. Ho frequentato un'università pubblica, piccola, ed è per questo che orgogliosamente decido di restare.
Perché ritengo sia troppo facile lasciare il mio Paese (io, poi, non ho lasciato nemmeno la mia vera regione, nonostante un'infanzia itinerante), "un posto in cui non è più possibile stare con orgoglio", è vero. Ma un posto che merita una possibilità, che merita di essere reso migliore da persone che in fondo credono ancora che il mondo possa cambiare.
La mia educazione è stata incentrata sul senso di giustizia, sulla responsabilità di fare il massimo per raggiungere un risultato, sulla validità dello studio come formazione personale e, magari, professionale. Ho un concetto elevato dell'amicizia, e spesso vorrei possedere il potere dell'ubiquità, per portare avanti certi rapporti.
Mi guardo intorno, e vedo grande desolazione. Vedo un Paese che ha perso i principi su cui è stato costruito. Una società priva di valori, egoista, portatrice di valori di stampo mafioso, anche in ambiti che non riguardino propriamente quello spregevole ambiente.
Mi guardo intorno, e capisco che non sarò mai ricca e osannata perché non ho fisicità né movenze da "velina" e ancora meno il cervello e l'appeal della "tronista", curioso neologismo dell'Italia del XXI secolo.
Ma se mi guardo intorno con attenzione, se scavo più a fondo, se parlo meglio con i miei coetanei, ho il sentore di una profonda volontà di cambiamento. Sento la voglia di giustizia, il desiderio di approfondire e capire le cose, la convinzione che prima o poi le capacità di ognuno di noi saranno riconosciute e premiate.
Non ho dubbi, questo è un Paese che non ci merita. I "grandi" hanno fallito, ma noi vogliamo provare, a raddrizzare le cose. Non serve andare lontano per capirlo.
"Scendete" nei corridoi nelle università pubbliche, dove ci sono ragazzi che fanno reali sacrifici per la loro formazione; scorrete i blog e i forum pieni di consapevolezza e forza; "abbassatevi" al livello dei ventenni del 2009. Andarsene, ora, sarebbe la soluzione più comoda e facile.
Noi abbiamo voglia di restare, di lavorare, di cambiare il sistema che gira alla rovescia. "Voi" dovreste appoggiarci, fornircene gli strumenti, agevolare la nostra collocazione in questa società. Scoraggiarci con lettere e titoli catastrofici, non può che offrirci una leva ulteriore.
Basterebbe che voi apriste gli occhi, e subito trovereste un esercito pacifico pronto a far fruttare una possibilità. Preparato a soffrire, ma volenteroso e capace. Darci un'opportunità, non può rendere il Paese peggiore.
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Autore
Email: fra_rapposelli@hotmail.it
Età: 24
Sesso: F
Regione: Abruzzo
Provincia: Chieti
praticante giornalista sorella amica zia scrittrice mente critica (and more) 'ho deciso di perdermi nel mondo, anche se sprofondo: lascio che le cose mi portino altrove'
