Onde d'urto contro i tumori? La ricerca a Torino
Inviato da La ricerca non va in vacanza il 18 agosto 2010
La ricerca in campo medico, negli ultimi tempi, dedica sempre più risorse e tempo alla lotta contro quello che ormai può essere considerato come il "male del secolo": i tumori. A questi studi, pertanto, Ustation ha deciso di riservare ampio spazio all'interno dello speciale "La ricerca non va in vacanza", un'iniziativa lanciata in collaborazione con La Scienza in Rete che fino al 24 settembre metterà in evidenza il lavoro di docenti e ricercatori all'interno delle Università italiane.
A Torino, per sconfiggere questo male, un gruppo di ricercatori si affida alle onde d'urto ad alta intensità. Questa tecnica è utilizzata da oltre trent'anni per frantumare i calcoli renali, biliari o salivari e a partire dagli anni novanta anche per terapie volte alla cura di problematiche di natura muscolare e scheletrica. Solo negli ultimi anni si è pensato di utilizzare questo tipo di terapie contro i tumori.
Dell'equipe che si occupa di questa ricerca fa parte la dottoressa Loredana Serpe della facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Torino: «La nostra è una ricerca di base, per adesso solo in vitro, e stiamo sperimentando la capacità della onde d'urto di attivare della sostanze sono sensitivizzanti che, una volta attivate, sono in grado di determinare morte cellulare; questa loro caratteristica viene studiata nelle cellule tumorali».
Ascolta l'intervista alla dottoressa Loredana Serpe
Tra i vantaggi di questo tipo di terapia ci sarebbe sicuramente quello di essere un'alternativa alla chemioterapia che attualmente è quella più usata, ma che mette a dura prova il fisico del paziente che oltre ad essere già indebolito dalla patologia oncologica. La somministrazione delle sostanza sonosensibilizzanti, infatti, avvererebbe solo nelle zone interessate e pertanto le onde sarebbero indirizzate solo verso quelle zone lasciando intatto il resto dell'organismo.
Recentemente la dottoressa Serpe, insieme ad altri quattro ricercatori, è stata premiata dall'Università di Torino per il lavoro svolto e per aver vinto il bando "futuro in ricerca" promosso dal ministero della Salute e dal Miur. Un riconoscimento che sicuramente serve ad aumentare gli stimoli e che rappresenta una prova dell'ottimo lavoro svolto finora.
