Catania, il primo ateneo a numero chiuso
Inviato da Romeo Perrotta il 01 settembre 2010Oltre 3.000 neodiplomati sui 12.000 che hanno fatto domanda per immatricolarsi all'Università di Catania dovranno iscriversi altrove. L'ateneo siciliano è il primo in Italia ad aver previsto un test d'ingresso obbligatorio per tutte e dodici facoltà. Ciascuno studente potrà cimentarsi con i test di facoltà differenti fino a un massimo di tre. Se supererà più di una prova potrà decidere autonomamente dove andare. In caso negativo dovrà iscriversi in un'altra Università e semmai riprovare l'anno che viene.
Le prove sono cominciate oggi e riguarderanno non solo l'accesso a Medicina, Architettura, Farmacia e Scienze della Formazione, come avviene in tutti gli altri atenei italiani, ma anche ad Agraria, Economia, Giurisprudenza, Ingegneria, Lettere e Filosofia, Scienze Matematiche Fisiche e Naturali e Scienze politiche, Lingue e Letterature straniere (facoltà che nella maggior parte delle sedi universitarie sono aperte a tutti).
"Complessivamente - spiegano all'Università di Catania - i posti disponibili per gli iscritti al primo anno sono circa 9.300. E'vero dunque che uno studente su quattro dovrà recarsi altrove per studiare all'Università. Abbiamo deciso di percorrere questa strada sulla base di una valutazione riguardante il tasso di abbandoni del primo anno: la percentuale di neodiplomati che non si iscriveva al successivo si aggirava intorno al 25%. Per questo abbiamo ritenuto opportuna una selezione in questi termini all'inizio della carriera universitaria".
Chissà se nei prossimi anni il caso dell'ateneo catanese resterà o meno isolato. Certo è che, in un anno che si preannuncia durissimo per il sistema universitario italiano, questa novità apre un ulteriore fronte di discussione sul grande tema: come dovrà essere concepita l'università del futuro nel nostro Paese?
Romeo Perrotta
