Studenti senza borsa e senza diritti
Inviato da Romeo Perrotta il 08 settembre 2010Il diritto allo studio universitario in Italia è ridotto ai minimi termini.
Mentre in Germania il governo propone lo stanziamento di 300 milioni di euro da destinare agli studenti meritevoli e in Francia, seppur all'ultimo momento, Nicolas Sarkozy rinuncia al taglio previsto delle borse di studio che avrebbero consentito un risparmio di 210 milioni di euro, il quadro che si riferisce al nostro Paese è mortificante.
Nel 2009 i fondi disponibili per i borsisti ammontavano a oltre 246 milioni. Per il prossimo anno il finanziamento statale sarà inferiore a un terzo: i milioni sono 76. Ovvero briciole. Nel 2008/2009 i borsisti in Italia sono stati il 13% degli iscritti all'Università, a fronte del 30% degli studenti europei, ma questa percentuale è destinata a calare drasticamente, mentre potrebbe crescere quella degli idonei che restano a bocca asciutta (in 30mila due anni fa).
Queste sono alcune delle cifre che descrivono lo stato in cui versa il Diritto allo studio in Italia. Si tratta di "un'agonia silenziosa" - come l'ha definita il Sole 24 ore, che ha stigmatizzato le dichiarazioni di quanti hanno sbandierato il vessillo della meritocrazia in entrambi gli schieramenti politici- destinata a trascinarsi a meno che il governo non ponga rimedio e non ritorni sui propri passi.
Alla fine di agosto il Ministro Gelmini ha definito il diritto allo studio come un "pilastro fondamentale del nostro sistema universitario" e ha promesso di trovare nuove risorse per rimpolpare il fondo riservato alle borse di studio.
Non resta allora che attendere un riscontro concreto a questo annuncio. Sperando che arrivi al più presto, magari proprio alla vigilia di "Younivercity", il forum europeo per il diritto allo studio, che si terrà a Padova dal 30 settembre al 3 ottobre.
