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Università

Il programma Erasmus raddoppia e diventa “plus”

Scritto da Redazione Ustation il 27 giugno 2013

La presidenza di turno dell’Ue ha annunciato l’accordo raggiunto tra le istituzioni europee che prevede un incremento dei fondi per le borse di studio per la mobità del 43% e la creazione dell’ “Erasmus +”

Il programma Erasmus è salvo, anzi raddoppia! Il progetto di mobilità internazionale, che ormai da 25 anni coinvolge ogni anno milioni di giovani in periodi di studio e formazione in altri paesi europei, nonostante i timori dettati dalla crisi continuerà a portare in giro gli studenti e sarà, anzi, potenziato.

E’ stato infatti raggiunto l’accordo tra le istituzioni europee sul nuovo programma Erasmus che prevede lo stanziamento di ben 16 miliardi di euro tra il 2014 e il 2020 per una serie di programmi di formazione.

Un aumento del 43% dei fondi rispetto a quanto era stato destinato tra il 2007 e il 2013 che permetterà a quattro milioni di giovani di andare a studiare o effettuare corsi di formazione all’estero nei prossimi sette anni.

A dare la notizia del raggiunto accordo è stata la presidenza di turno irlandese dell’Unione europea.

Ma non si tratta soltanto di stanziare più fondi. L’accordo prevede la creazione di un nuovo programma, chiamato “Erasmus +”, che raggrupperà tutti i precedenti meccanismi europei incentrati sull’educazione, la formazione, la gioventù e lo sport.

“Si tratta di una notizia eccezionale per gli studenti, gli insegnanti e i giovani europei – ha commentato all’Ansa il vicepresidente della commissione Cultura del Parlamento Ue, il liberaldemocratico danese Morten Lokkegaard -. In tempi di crisi è essenziale che l'Europa continui a investire nel capitale umano”.

Grazie al nuovo accordo sarà raddoppiato, nei prossimi anni, il numero di giovani europei che potrà usufruire della borsa di studio e quindi di un fondamentale percorso di formazione e di lavoro.

Adesso non resta che attendere il via libera formale del Consiglio Ue e dell’Europarlamento tra luglio e settembre, anche se sono ancora in corso negoziati tra le istituzioni europee sul bilancio pluriennale 2014-2020 che potrebbero ancora in qualche modo influire sugli accordi raggiunti.


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